<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687</id><updated>2011-10-11T08:56:34.515+02:00</updated><category term='Musica'/><category term='Sport'/><category term='Postmodernità'/><category term='Svezia'/><category term='Londra'/><category term='Umorismo'/><category term='Suggestioni'/><title type='text'>BassVertigo</title><subtitle type='html'>RTIGOBASSVERTIGOBASSVERTIGOBASSVERTIGOBASSVERTIGOBASSVERTIGOBASSVERTIGOBA</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>38</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-95007465398402848</id><published>2011-08-01T16:45:00.001+02:00</published><updated>2011-08-01T16:48:05.973+02:00</updated><title type='text'>Autoreferenzialità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://qrcode.kaywa.com/img.php?s=8&amp;amp;d=http%3A%2F%2Fbassvertigo.blogspot.com%2F2011%2F08%2Fautoreferenzialita.html"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 344px; height: 344px;" src="http://qrcode.kaywa.com/img.php?s=8&amp;amp;d=http%3A%2F%2Fbassvertigo.blogspot.com%2F2011%2F08%2Fautoreferenzialita.html" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-95007465398402848?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/95007465398402848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=95007465398402848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/95007465398402848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/95007465398402848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2011/08/autoreferenzialita.html' title='Autoreferenzialità'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-2927650234749657363</id><published>2011-01-10T15:33:00.004+01:00</published><updated>2011-01-10T17:00:44.911+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><title type='text'>Notizie dal futuro #1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;15/05/2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Finalmente approvato, dopo le numerose polemiche degli ultimi mesi, il controverso pacchetto di provvedimenti volto a sostenere e rilanciare le imprese. "Si tratta di un decreto fondamentale e rivoluzionario", ha commentato il Ministro dell'Economia, "che porterà enormi benefici ad una delle categorie sociali più vulnerabili in Italia, quella degli imprenditori".&lt;br /&gt;In base alla nuova riforma, le imprese potranno quindi beneficiare di nuove regole per quanto riguarda l'assunzione di nuovo personale. Al posto dell'antica e obsoleta procedura di selezione strutturata per colloqui, la nuova formula prevede l'apertura di una semplice asta. Ciascun candidato potrà quindi avanzare la propria offerta economica per aggiudicarsi il posto di lavoro (con la possibilità, in base al criticato emendamento proposto dall'opposizione, di rilanciare fino a tre volte), che sarà ovviamente assegnato a chi formulerà l'offerta più alta. che a quel punto diventa ovviamente vincolante. "Lo scopo", spiega un portavoce del Ministro, "è semplicemente quello di responsabilizzare i giovani nei confronti del mondo del lavoro, che oggi più che mai dev'essere vissuto con serietà ed impegno. La serietà e l'impegno da parte nostra ci sono, visto che abbiamo spinto perché le nuove modalità di assunzione fossero il più possibile semplici e trasparenti".&lt;br /&gt;Previste anche agevolazioni per chi non dovesse disporre dell'intera somma dichiarata. Il vincitore potrà infatti sottoscrivere un prestito con una finanziaria convenzionata e rimborsare poi l'importo con un interesse agevolato, variabile da agenzia ad agenzia (e comunque, come stabilito nel decreto, non superiore al 45%); oppure, in alternativa, potrà rinunciare allo stipendio fino al raggiungimento del totale promesso. "Siamo piuttosto soddisfatti", ha dichiarato il segretario della CGIL, "il pacchetto richiede alcuni piccoli sacrifici ai lavoratori, ma servirà a creare molti nuovi posti di lavoro. E la possibilità per tutti di accedere al credito è un provvedimento equilibrato e democratico, che assicurerà che le procedure siano eque e trasparenti".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-2927650234749657363?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/2927650234749657363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=2927650234749657363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2927650234749657363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2927650234749657363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2011/01/notizie-dal-futuro-1.html' title='Notizie dal futuro #1'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1597347865546168184</id><published>2010-12-20T00:43:00.005+01:00</published><updated>2010-12-20T02:54:40.719+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><title type='text'>Mediocrazia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcReoBcwQBv8gv-phkfMlSM_BeRlgHIgs_L0RBgZqleO_W-v5vdVlA"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 176px; height: 261px;" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcReoBcwQBv8gv-phkfMlSM_BeRlgHIgs_L0RBgZqleO_W-v5vdVlA" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viviamo in un'epoca pericolosa. Passiamo dieci ore al giorno davanti a uno schermo che definire una finestra sul mondo sarebbe un ridicolo eufemismo.&lt;br /&gt;La televisione, quella sì era una finestra sul mondo. Certo, potevi scegliere il canale, e quindi il punto di vista dal quale guardare il mondo, ma il mondo era quello e basta. Se proprio non ne potevi più, spegnevi lo scatolone e ti leggevi un libro in pantofole accanto al caminetto. Ma tanto il mondo andava avanti là fuori per conto suo, sapendo che prima o poi saresti tornato a sbirciarlo.&lt;br /&gt;E però, senza che quasi ce ne accorgessimo, la televisione da qualche anno a questa parte si è dissolta in qualcos'altro, senza dirci nulla. Qualcos'altro che non è più una semplice finestra sul mondo, ma una finestra su un universo di infiniti mondi possibili. Personalizzabili, full optional, chiavi in mano. Il telecomando si è suicidato e ha lasciato il suo posto in eredità alla tastiera. Come dire: fai te, adesso sei tu il padrone, non devi più limitarti a scegliere un percorso predefinito, puoi costruirtelo direttamente. E sarà tuo e soltanto tuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, una bella responsabilità. Perché la democrazia può essere davvero molto pericolosa, se finisce nelle mani di chi non ha gli strumenti culturali per dominarla. E soprattutto, per capire quanto vale. Ci vuole una certa sensibilità per tuffarsi in un pastone in cui loro malgrado coabitano Dante e Moana Pozzi, Baudelaire e Umberto Smaila, George Orwell e la Endemol, l'Osservatore Romano e YouPorn, Cicerone e Francesco Totti, Keith Jarrett e Giovanni Allevi, il Dalai Lama e Paolo Bonolis, Garcia Lorca e i Modà, senza perdere l'orientamento. Un po' di sensibilità culturale, semplicemente. E magari anche più di un po', si spera.&lt;br /&gt;Il problema è che chi è cresciuto a pane e Bagaglino questa sensibilità potrebbe davvero non averla. Peggio, potrebbe addirittura non volerla avere. Perché è faticosa, da conquistare e da mantenere. Meglio delegare a qualcun altro che faccia la fatica al posto nostro, qualcuno che selezioni per noi il meglio e ce lo faccia trovare a disposizione compattato in un format da 4o minuti (più 20 di sacrosanta pubblicità), da ascoltare in streaming o scaricare in podcast su iTunes. Non importa chi lo prepara, basta che dentro ci sia un po' di cultura pret a porter, premasticata e ad alta digeribilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è qualcuno, capace ed onesto, che questa cosa sa farla in maniera coscienziosa, riuscendo nel piccolo miracolo di raccontare, ad esempio, un pezzetto di risorgimento italiano in tre quarti d'ora, senza tralasciare nulla di rilevante, senza banalizzare, e perché no, senza nemmeno annoiare.&lt;br /&gt;C'è però anche qualche impostore che, puntuale come un esattore delle tasse svizzero, approfitta della situazione per smerciare sottobanco cultura contraffatta. Un brano di Saramago pasticciato con la sigla dei Puffi. Un Notturno di Chopin allungato al brodo di Taricone, pace all'anima sua. Un aforisma di Oscar Wilde che introduce Lady GaGa. Tutto all'insegna di una gioiosa e spregiudicata contaminazione pop. Cultura facile e a prezzi modici, così ognuno può procurarsi la sua dose di saggezza a buon mercato e sentirsi in pace con la coscienza. E anzi, si sentirà in diritto di spargere il nuovo verbo plug&amp;amp;play pasticciando email grondanti pseudosaggezza da inviare agli amici, o magari postando un aforisma di Voltaire su Facebook per commemorare la prematura scomparsa del criceto.&lt;br /&gt;Ma la cultura così arriva a tutti, diranno gli entusiasti, chi ascolta Lady GaGa conoscerà Oscar Wilde, i fan dei Puffi potranno innamorarsi di Saramago, i nostalgici di Taricone lo ricorderanno sulle note di Chopin. Ma quanti di loro sapranno riconoscerla,  ed apprezzarla per quel che è,  questa benedetta cultura? L'aforisma di Wilde diventerà una frasetta simpatica, il brano di Saramago un pezzo di un libro fico scritto da boh non mi ricordo chi, il Notturno di Chopin una musichetta carina per ricordare il povero Pietro. Allo stesso modo in cui la musica di Via col vento ha condotto, nell'immaginario collettivo, all'orrida trasformazione di Rossella O'Hara in Bruno Vespa, e così come il Grande Fratello, eminenza grigia della più lucida e al tempo stesso visionaria distopia della letteratura contemporanea, è diventato ormai il patrono di un'orgia patinata da prima serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare strano a dirsi, eppure l'eccesso di democrazia, se finisce in mani sbagliate, non fa altro che svilire la cultura, trascinandola inesorabilmente in un meschino ristagno di mediocrità.&lt;br /&gt;Col risultato, inquietante, che anche la democrazia perde di valore, e diventa democrazia mediocre. O, se preferite, mediocrazia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1597347865546168184?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1597347865546168184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1597347865546168184' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1597347865546168184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1597347865546168184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2010/12/mediocrazia.html' title='Mediocrazia'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-5467275335822261305</id><published>2010-12-09T13:24:00.006+01:00</published><updated>2010-12-09T15:46:46.865+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><title type='text'>Aria fritta (ma non solo...)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDM0q7lCzI/AAAAAAAAAQw/d3O5vqkIHb0/s1600/ariafritta-1.gif"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 77px; height: 104px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDM0q7lCzI/AAAAAAAAAQw/d3O5vqkIHb0/s400/ariafritta-1.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548659946169895730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è aria fritta e aria fritta. Voglio dire, l'aria fritta non è tutta dello stesso tipo, anche se un occhio inesperto potrebbe non cogliere la differenza e cadere in confusione.&lt;br /&gt;O meglio, più che un occhio, un naso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molta dell'aria fritta che si respira in giro è banale, ordinaria, dozzinale, talmente scontata nella sua fragrante inconsistenza da poter essere svelata senza troppa difficoltà. Si riconosce perché il suo aroma tende a saturare chi lo inala dopo una manciata appena di usmate. E' costruito, artificiale, e soprattutto sempre uguale a se stesso, visto che chi lo propina non si cura minimamente di aggiungere alcuna essenza che possa fornire una nuova delicata sfumatura all'aroma complessivo. Insomma, come quegli svedesi che friggono le fettine di carne sempre con lo stesso bisunto olio semiartificiale infarcito di conservanti, riversandolo per giunta dentro la confezione dopo che hanno terminato, per riutilizzarlo Dio solo sa quante altre volte. Anzi, forse è meglio per loro se non lo sa.&lt;br /&gt;Quest'aria, invece di profumare, impuzzolentisce. Invece di saziare, disgusta. Invece di riempire, svuota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sono i professionisti dell'aria fritta. Quella vera, che non ci si stanca mai di stare a sentire. Quest'aria è un crogiuolo di sapori ed essenze che mutano continuamente la loro elegante miscela senza tuttavia smarrire l'aroma principale. Ha dentro la fragranza della più tenera cotoletta impanata a regola d'arte nel migliore bistrot di Milano. Il profumo di un filetto di baccalà appena pescato nel porto di Barcellona e poi dorato e fritto in un chiringuito sul lungomare mentre il sole scivola pigro dietro il Montjuïc. L'aroma festoso di una frittata di cipolle e zucchine appena fatta a quadratini e servita in un piatto di coccio su una terrazza di Trastevere un Giovedì sera di metà Luglio.&lt;br /&gt;Sai perfettamente che è solo aria, eppure giureresti di sentirti sazio per davvero dopo averla respirata per un po'. Sai benissimo che è semplicemente fritta, eppure quel profumo non ti stanca e non ti disgusta. Sai alla perfezione che è solo aria fritta, eppure non puoi non provare ammirazione dentro di te per chi ha saputo friggerla così bene. Moderno Winston Smith in 4D, riesci contemporaneamente a credere e non credere a quello che ti fanno respirare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finché arriva l'ultima generosa annusata, e finalmente ti accorgi di quella sfumatura che timidamente si fa strada nel tripudio di aromi, e lentamente prende il sopravvento fino a trasformarsi in un pungente lezzo di letame.&lt;br /&gt;L'odore delle stronzate. Pure, sincere ed oneste, ma pur sempre stronzate. Che non sono menzogne a tutto tondo, ma piuttosto, come osserva &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stronzate._Un_saggio_filosofico"&gt;Harry G. Frankfurt&lt;/a&gt;, una "falsa rappresentazione, ingannevole pur senza giungere alla menzogna". Insomma, aria fritta al gusto di merda.&lt;br /&gt;O, più semplicemente, merda fritta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-5467275335822261305?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/5467275335822261305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=5467275335822261305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5467275335822261305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5467275335822261305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2010/12/aria-fritta-ma-non-solo.html' title='Aria fritta (ma non solo...)'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDM0q7lCzI/AAAAAAAAAQw/d3O5vqkIHb0/s72-c/ariafritta-1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1561917697670661599</id><published>2010-07-30T11:41:00.040+02:00</published><updated>2010-07-31T00:05:17.438+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Note mondiali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A venti giorni dalla fine della Coppa del Mondo la mente è sufficientemente lucida ed il cuore (sportivo, s'intende) sufficientemente rasserenato per riflettere finalmente in modo obiettivo su cosa ci siamo appena lasciati alle spalle, calcisticamente parlando.  Ecco quindi una carrellata di considerazioni, nazionale per nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFKf5tLnsEI/AAAAAAAAAOw/tVPN8FKiOdg/s200/Spagna+-+1987.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499633908702490690" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;SPAGNA&lt;/b&gt; - Il movimento iberico, è indubbio, ha raggiunto finalmente una straordinaria maturità, che si è tradotta in risultati notevoli. Il ritardo storico rispetto alle altre grandi europee, Italia, Germania e Francia s'intende, ha pesato per diversi decenni, ma la clamorosa doppietta europeo-mondiale in tre anni iscrive a forza il nome della Spagna all'interno del club delle grandi, nel mondo ma soprattutto in Europa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va detto però che il successo spagnolo ha davvero poco di spagnolo, per il modo in cui è arrivato: dopo aver rotto le scatole a mezzo pianeta perché nessuna delle squadre che vinceva un grande torneo esprimeva un gioco spettacolare, dopo aver pontificato per decenni riguardo al proprio calcio scoppiettante e votato costantemente all'attacco (ma ahimé mai vincente), contrapposto con malcelata invidia all'arcigno catenaccio nostrano (tetracampione sì ma liquidato come anticalcio), finalmente le Furie Rosse sembrano aver appreso la lezione italotedesca. Se già la finale di Euro 2008 aveva mostrato gli spagnoli chiudersi a gestire il vantaggio dopo il rapace 1-0 di Torres senza più colpire, l'intero percorso mondiale è stato votato al cinismo ed all'opportunismo, a discapito dello spettacolo. Liquidato il girone con più difficoltà del previsto, la regola seguita è stata quella dell'1-0. Con tremende sofferenze, specie contro il Paraguay, sprecone nei quarti, e contro l'Olanda, suicida in finale. Vittorie di misura e di nervi, insomma, tutt'altro che spettacolari, che mi hanno ricordato molto la grande prova di carattere degli azzurri quattro anni fa. La Spagna, insomma, ha avuto la maturità e l'umiltà di capire che per vincere non doveva giocare alla spagnola, ma all'italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta una crepa, in questo successo, e cioè proprio l'atteggiamento verso il successo. Ricordando l'autentica esplosione di gioia azzurra in campo dopo il rigore di Grosso, è stato senza dubbio irritante vedere la sufficienza con cui Casillas e compagni hanno festeggiato il trionfo: qualche abbraccio, qualche pacca sulla spalla, e stop. Avevano il diritto, e credo anche il dovere, di lasciarsi andare completamente. Invece hanno minimizzato, forse con la convinzione già acquisita che il titolo spettasse a loro e la pratica fosse solo una formalità. Un atteggiamento molto poco rispettoso per gli avversari e soprattutto per la coppa, in qualche modo svuotata così della sua pagana sacralità. Questa spocchia non aiuterà la Spagna a diventare più simpatica, ed anzi forse le farà montare la testa in modo assai controproducente. Del resto ne abbiamo già viste di storie così, no?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFKoZ9sRumI/AAAAAAAAAO4/f2zd5aCUPSI/s200/Olanda+-+2005.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499643258983266914" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;OLANDA&lt;/b&gt; - Ogni giorno ringrazio il cielo di non essere olandese. Quella che fino ad un mesetto fa poteva essere considerata semplicemente la sfortuna di una generazione di fuoriclasse, quella dei vari Cruijff, Neeskens, Krol e via dicendo che negli anni settanta riuscirono a perdere due mondiali consecutivi, è stata trasformata dalle ciabattate di Robben in un'autentica maledizione. Tre finali mondiali perse! Chi ha ancora davvero voglia di lamentarsi per lo scivolone del Lippi-bis?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima della finale avevo l'impressione che il vero avversario dell'Olanda, che ritengo tuttora un gruppo tecnicamente più competitivo di quello iberico, non fosse la Spagna ma il fantasma del suo passato. Lo stesso Cruijff aveva fatto sagacemente pretattica, dichiarando la Spagna certamente favorita per la finale. Indubbiamente una mossa votata alla scaramanzia estrema, perché chiunque creda un po' nella legge dei grandi numeri non poteva proprio credere che, dopo sei vittorie consecutive, compresa la leggendaria rimonta sul Brasile, sarebbe arrivato il terzo schiaffone. A livello storico, infine, il successo oranje sarebbe stato infinitamente più legittimo, visti i trascorsi di altissimo livello della compagine arancione, rispetto invece ad una Spagna che si presentava imberbe alla sua prima finale, a ben 60 anni di distanza dal suo miglior piazzamento (quarto posto a Brasile 1950), seguito poi praticamente dal nulla, fatti salvi i due titoli continentali. E invece l'Olanda, che pure ha dominato per buona parte la finale, non ha saputo scacciare via del tutto il terrore di non farcela. Imbambolato ed intontito, Robben non è riuscito a mettere a frutto almeno due delle deliziose gemme che periodicamente scaturivano dai piedi di Sneijder. Di contro, il gol subito dall'ottimo Stekelenburg appare terribilmente ordinario, quasi volgare. E così se oggi l'Olanda si guarda un po' intorno, si accorge che tra le grandi o presunte tali è rimasta lei l'unica e sola senza coppa, lei che forse, per quanto ha saputo innovare ed insegnare negli anni, la meriterebbe più di altre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta la sincera gratitudine per aver triturato il Brasile, evitando i rischi di una squadra esacampione. Ma se vogliamo continuare a dar credito alla cabala, allora la sconfitta era nell'aria. E' infatti da 24 anni che chi elimina il Brasile poi non vince la coppa: è capitato alla Francia nell'86, all'Argentina nel '90, di nuovo alla Francia nel 2006 e quest'anno all'Olanda. L'ultima che ci riuscì, 28 anni fa, fu l'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFKy1bH7B0I/AAAAAAAAAPA/3CjLvH8oXKw/s200/Germania+-+1987.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499654725856593730" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;GERMANIA&lt;/b&gt; - Prosegue la prova di grande continuità, con l'undicesimo podio su 17 partecipazioni. E resta pure l'impressione che, con appena un po' più di dedizione, questa squadra sarebbe potuta andare fino in fondo. Il trattamento devastante riservato a due delle avversarie tradizionali, Inghilterra ed Argentina, che si sono viste rifilare 4 gol ciascuna, lasciava l'impressione che la Spagna non avrebbe avuto vita facile. Invece, forse complice lo sforzo di alto livello cui è stata chiamata già a partire dagli ottavi, la gloriosa armata teutonica si è inceppata sul più bello, contro quella che a questo punto è da considerarsi la sua nuova bestia nera, con strascichi anche nella finale per il terzo posto, addomesticata non senza qualche affanno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta la grande prova di carattere, unita alla consapevolezza che la Coppa del Mondo rimane, più ancora dell'europeo, l'ambito in cui questa squadra sa mantenersi perfettamente a suo agio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFKzMBX5LOI/AAAAAAAAAPI/xb2esXbjkdE/s200/Uruguay+-+1986.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 77px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499655114081250530" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;URUGUAY&lt;/b&gt; - Chi ha parlato di "sorpresa", "rivelazione", "cenerentola", "risultato incredibile" e via dicendo è semplicemente un ignorante. Se fa il giornalista non farebbe male a cercare di cambiare mestiere, ma in ogni caso dovrebbe documentarsi ed informarsi. Perché l'Uruguay, che è stato descritto da alcuni quasi come una pittoresca armata di dilettanti allo sbaraglio, è un pezzo autentico ed ingombrante di storia del calcio, che in bacheca vanta 2 Coppe del Mondo, 2 Olimpiadi e ben 14 Coppe America (laddove il tanto celebrato Brasile ne ha invece conquistate "solo" 8). Va precisato, naturalmente, che ampia parte di questi trofei sono alquanto datati: i titoli mondiali risalgono a 1930 e 1950, quelli olimpici addirittura a 1924 e 1928, 8 Coppe America su 14 risalgono a prima del secondo conflitto mondiale, mentre per rintracciare l'ultimo trofeo in bacheca bisogna tornare al 1995. D'accordo, una nobile se non decaduta quantomeno un po' appannata. Ma pur sempre una nobile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Complice un girone non impossibile ed un tabellone benevolo, non stupisce dunque ritrovare la Celeste fra le grandi del calcio, con la soddisfazione non da poco di essere la miglior squadra sudamericana al torneo, meglio di Brasile ed Argentina per intenderci. In quello che sembrava un raggruppamento quasi studiato su misura per far passare Francia e Sudafrica, l'Uruguay ha rovinato entrambe le feste, prima strappando un utile pareggio a reti bianche con i transalpini, poi massacrando i padroni di casa con un impietoso 3-0 firmato per due terzi Forlan, infine togliendosi la soddisfazione di battere anche il Messico, di misura con un gol di Suarez, e vincere il girone. Da lì in poi, il grande, grandissimo cuore uruguagio ha fatto la differenza nei momenti che contavano. Prima agli ottavi con la doppietta del solito Suarez, decisivo nello sbloccare il risultato dopo il pareggio sudcoreano, poi soprattutto ai quarti, nell'incredibile sfida col Ghana. Tocca a Forlan, autentico simbolo di questo gruppo, prendersi sulle spalle la squadra dopo il gol di Muntari. Lo fa nel migliore dei modi, insaccando una punizione impossibile. Il finale di partita è già storia. Al 121°, dunque a pochi secondi dai rigori, nel pazzesco batti e ribatti che si scatena nell'area uruguagia, Suarez, ancora lui, è sulla linea di porta e vede chiaramente che la palla sta per entrare. D'istinto si sacrifica, facendo l'unica cosa che va fatta. Un fallo di mano grosso così. Ma sacrosanto. Perché quella palla sarebbe entrata sicuramente, il rigore che ne segue forse no. Ed infatti Gyan, assurdamente, manda la palla sulla traversa, la partita finisce, si va ai rigori, ed il cuore uruguaiano ha di nuovo la meglio. E dopo 40 anni, è di nuovo fra le prime quattro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La semifinale con l'Olanda è una sfida segnata, ma Forlan non ci sta e pennella un altro dei suoi velenosissimi tiri dalla distanza che il sonnacchioso Stekelenburg si lascia sfuggire. Finisce 3-2 per l'Olanda, ma l'Uruguay esce a testa non alta, altissima. Un po' di sfortuna con la Germania relega la Celeste al quarto posto, ma Forlan fa in tempo a segnare la quinta marcatura personale. Non stupisce, dunque, che vada a lui il titolo il Pallone d'Oro di miglior giocatore del torneo. Uomo squadra, goleador sopraffino, assistman, trascinatore generoso, capitano senza fascia, professionista umile e corretto, legatissimo alla maglia. E, aggiungerei, forse l'unico che è stato in grado di capire come si segna una punizione col Jabulani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK0uuuvxLI/AAAAAAAAAPQ/O9yNT5sO-Z0/s200/Brasile+-+1987.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499656809883878578" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;BRASILE&lt;/b&gt; - Se questa squadra parte sempre col favore dei pronostici ma ha ottenuto "solo" 5 successi su 19 partecipazioni, un motivo ci sarà. Anche stavolta mi è sembrata, più che un gruppo affiatato, una collezione di primedonne messe assieme a forza. Si sa che questa squadra, quando è in vena, riesce a creare una sinergia di gioco che non lascia scampo ai rivali. Ma se non scatta nulla, le singole giocate di alcuni fuoriclasse possono garantire il primato nel girone ed il passaggio ai quarti contro il modesto Cile, ma niente possono alle prese con una macchina perfetta come l'Olanda. Il successo azzurro del 2006, è noto, dipese in larga parte anche dalla straordinaria coesione del gruppo. Ecco perché Dunga avrebbe dovuto lavorare un po' di meno sul campo ed un po' di più sullo spogliatoio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK2NrscTDI/AAAAAAAAAQA/DX9k61vJxL4/s200/Argentina+-+1994.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499658441156480050" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;ARGENTINA&lt;/b&gt; - Ancora una volta il mondiale dell'Albiceleste somiglia più ad una telenovela che ad un torneo di calcio. Dopo lo psicodramma delle qualificazioni, archiviate in una maniera che definire rocambolesca è senza dubbio un eufemismo, la squadra si deve confrontare con l'ingombrantissima ombra del suo CT. Straordinario motivatore ma discutibile selezionatore, oltreché tatticamente impreparato, Maradona, perennemente infagottato nel suo abito da cresima mafiosa, ignora deliberatamente alcuni dei principali protagonisti del triplete nerazzurro, lasciando a casa a guardare il mondiale in ciabatte davanti alla tv due centrocampisti incredibili come Cambiasso e Zanetti, ed impiegando col contagocce un bomber devastante come Milito, preferendo loro gente da prepensionamento come Veron o addirittura Palermo, uno che in Coppa America contro la Colombia, nel lontano 1999, riuscì a sbagliare tre rigori in una partita sola, non so se mi spiego.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, la tradizionale miscela di genio e sregolatezza argentina sembra funzionare. Nel girone, dopo il timido esordio con la Nigeria, nelle more che Messi si ricordi di essere Messi, ci pensa una sontuosa tripletta di Higuain a schiantare la Corea del Sud, mentre per il gran finale contro la solita sopravvalutatissima Grecia riesce ad andare in gol addirittura l'apparentemente rinato Palermo. In panchina Maradona sbuffa, soffre, suda, sbraita, gioisce, inveisce, sembra insomma vivere ogni momento in perfetto unisono con i suoi ragazzi. La formula sembra funzionare a meraviglia. Di Messi si continuano a non avere notizie, ma bastano (ed avanzano) una doppietta dell'ottimo Tevez ed un sigillo ancora di Higuain per abbattere un Messico non proprio irresistibile. Quando la situazione comincia a farsi interessante ed i dubbi sulle qualità di Maradona iniziano a diradarsi, e cioè in vista del quarto di finale con la Germania, l'Argentina semplicemente si dissolve. Pesano l'inconsistenza difensiva, l'età di molti giocatori, la presunzione di Messi che col Barcellona ha vinto tutto ma in nazionale vaga come uno spettro senza pace. La Germania va giù pesante e quattro mazzate ben assestate spezzano i sogni di Maradona. Ma chi poteva davvero pensare che potesse essere in grado di allenare una nazionale uno che, quando c'era da risolvere la situazione, faceva tutto da solo perché semplicemente non aveva bisogno dell'aiuto dei compagni?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK1-ZlSCII/AAAAAAAAAP4/IRTu46CReD4/s200/Ghana+-+2006.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499658178596571266" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;GHANA&lt;/b&gt; - Checché ne dica Shakira, non è stata nemmeno questa la volta buona per l'Africa. Se il Sudafrica è riuscito ad entrare negli annali unicamente per il record negativo di essere, nella storia dei mondiali, la prima rappresentativa padrona di casa a venire eliminata al primo turno, con la sola magra consolazione di aver avuto ragione, nella terza partita, di una Francia più che agonizzante, quasi nessuna delle altre ha saputo fare molto di meglio. Quattro punti per la Costa d'Avorio, mai realmente in grado di impensierire Brasile e Portogallo, appena uno per Nigeria ed Algeria, quest'ultima se non altro capace di bloccare sullo 0-0 l'asfittica nazionale inglese, addirittura nessuno per il Camerun. Per non parlare dell'enigma della nazionale egiziana, che ha dominato le ultime tre edizioni di Coppa d'Africa, permettendosi anche di sorprendere gli azzurri in Confederations Cup l'anno scorso, ma da Italia '90 non mette piede ai mondiali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Unica eccezione il Ghana, capace di districarsi molto bene in un girone insidioso, raccogliendo di fatto il tifo dell'intero continente in quanto unica rappresentativa africana rimasta in gioco nella fase ad eliminazione. Superata un po' a sorpresa la Serbia, con un rigore di Gyan quasi allo scadere, e pareggiato poi il vantaggio australiano grazie ad un altro rigore di Gyan, il Ghana può permettersi di perdere con la Germania, aiutata dal contemporaneo successo dell'Australia sulla Serbia. Più ostica la sfida con gli Stati Uniti, ma a risolvere la partita ai supplementari ci pensa, guarda un po', Gyan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il quarto di finale con l'Uruguay è un appuntamento con la storia. Mai infatti un'africana è arrivata in semifinale: nel '90 il Camerun di Milla si dovette arrendere all'Inghilterra dopo essere stato addirittura in vantaggio, nel 2002 il debuttante Senegal fu invece purgato da un golden goal turco. Stavolta le cose sembrano diverse perché al 121°, sul punteggio di 1-1, il Ghana si procura un ineccepibile rigore. A chi affidare il delicato compito, se non allo specialista, nonché capocannoniere? Gyan spiazza Muslera, ma lo fa sparando un missile sulla traversa. Fallita l'incredibile occasione si va ai rigori, ed assurdamente il primo a tirare è proprio Gyan. Che stavolta va a segno, ma non basta perché Muslera ai rigori si esalta e ne para due. L'appuntamento con la storia è rinviato anche stavolta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK1ubs9UuI/AAAAAAAAAPw/8LO78-PB6U4/s200/Inghilterra+-+2005.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 75px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499657904287732450" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;INGHILTERRA&lt;/b&gt; - Nemmeno la "scandalosa" decisione di affidarsi ad un tecnico straniero, per di più, orrore degli orrori, italiano (!), è servita per fare il salto di qualità.  L'Inghilterra, terra di nascita del calcio, tra tutte le nazionali iridate è quella che ha vinto meno: un unico trofeo, un'impolverata Coppa del Mondo vecchia ormai di 44 anni; e poi nulla più. Persino Francia e Spagna hanno una bacheca più ricca, con due europei ciascuna (e la Francia anche un titolo olimpico, se vogliamo dirla tutta). Per curioso che possa sembrare, la nazionale più antica del mondo è anche una di quelle che hanno vinto meno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, assolutamente incurante dell'enorme fardello che tutto ciò comporta, Capello si è prodigato, assai poco prudentemente, in proclami strafottenti sui grandi risultati cui avrebbe condotto la squadra. Caricando di aspettative esagerate una nazione di poveracci che hanno vinto l'unica coppa quando ancora si chiamava Coppa Rimet. Poveracci davvero: dopo la papera di Green contro gli USA, lo 0-0 con l'Algeria ed il successo striminzito sulla Slovenia, il primato nel girone è andato agli americani, obbligando l'Inghilterra ad un ottavo suicida con la Germania. Insomma, tutto quello che doveva essere evitato. E sappiamo tutti com'è finita; c'è chi recrimina ancora per il gol fantasma, ma perdere 4-1 o 4-2 che differenza fa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il punto è che Capello secondo me si sarebbe dovuto dimettere. Non per la stranita presa con la Germania, ma per non aver saputo evitare di incontrarla vincendo il girone, com'era suo preciso dovere. Anche perché per un inglese vedere la sua nazionale arrivare seconda dietro gli Stati Uniti è troppo. Davvero troppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK1faNYA3I/AAAAAAAAAPo/Li1zygmp7UI/s200/Portogallo+-+2002.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499657646188790642" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;PORTOGALLO&lt;/b&gt; - Non pervenuto. Due scialbi 0-0 con Costa d'Avorio e Brasile inframezzati da un esagerato 7-0 con la Corea del Nord, poi un pasticcio nel derby iberico contro una Spagna tutt'altro che irresistibile. Manca completamente la leadership di Cristiano Ronaldo, insopportabilmente arrogante, con l'aria di uno interessato più a fare il modello che a giocare a calcio, e quasi scocciato di dover indossare la fascia di capitano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi manca uno come Luis Figo, un gentiluomo che segnava, faceva segnare e sapeva guidare la squadra in ogni momento senza montarsi mai la testa. E manca tanto anche al Portogallo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK1PET_13I/AAAAAAAAAPg/fH2Hl0q_E8o/s200/Italia+-+1986.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499657365433079666" /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;ITALIA&lt;/b&gt; - Del tracollo azzurro si è detto e scritto di tutto. Anche troppo, direi. Noi italiani abbiamo il difetto nazionale di umiliarci sempre in maniera esagerata quando le cose non vanno per il verso giusto, esaltando poi gli stranieri quando fanno qualcosa che funziona anche solo un po' meglio di come la facciamo noi. Ma basta dare una rapida occhiata per accorgerci che la storia dei mondiali è piena quanto basta di illustri eliminazioni al primo turno. E' capitato all'Inghilterra nel '58, all'Uruguay nel '62, all'Argentina nel '58 e nel '62, alla Spagna nel '62, nel '66, nel '78 e nel '98, alla Francia nel '66, nel '78, nel 2002 e poi proprio quest'anno, al Portogallo nell'86 e nel 2002, è capitato anche al Brasile del '66 (eh già, proprio quello di Pelè...). Insomma, capita. Non è né una giustificazione né un alibi, ma capita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ancora non siete convinti, lasciate che vi faccia alcune semplici domande. Dov'era l'Argentina nel '54 e nel '70? Dov'era la Francia nel '62, nel '70, nel '74, nel '90 e nel '94? Dov'era l'Inghilterra nel '74, nel '78 e nel '94? Dov'era la Spagna nel '54, nel '70 e nel '74? Dov'era l'Olanda nel '54, nel '62, nel '66, nel '70, nell'82, nell'86 e nel 2002? La risposta è la stessa per tutte le domande, ma nondimeno è sorprendente. Erano tutte a casa, perché non si erano qualificate. Noi invece c'eravamo, perché ci siamo stati praticamente sempre. 17 volte su 19, come la Germania. Solo il Brasile ha saputo fare di meglio. Vi sembrerà poco, a me sembra molto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza fare drammi, quindi, va preso atto del fatto che Lippi è riuscito nella singolare impresa di far disputare all'Italia il suo migliore ed il suo peggiore mondiale. Tant'è, il trionfo del 2006 è un ricordo un po' appannato ma ancora sufficientemente fresco per ripartire da lì, come spirito e mentalità. Gli uomini per (ri)costruire la squadra ci sono, e se ancora non ci sono verranno fuori. Io continuo a credere nella regola dei sei anni. Da Spagna '82 ad oggi, se ci fate caso, l'Italia ha sempre disputato un ottimo torneo ogni sei anni: campione del mondo nell'82, semifinalista europea nell'88, vicecampione del mondo nel '94, vicecampione d'Europa nel 2000, campione del mondo nel 2006. Abbiate fiducia, uscirà fuori qualcosa di buono anche con Prandelli, speriamo proprio quest'europeo che ci manca da un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFK1BSZSI8I/AAAAAAAAAPY/aJr1S2DbuAc/s200/Francia+-+1991.jpg" style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 50px;" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499657128695178178" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;FRANCIA&lt;/b&gt; - Chiudiamo in bellezza con la Francia, in grado (e non era facile) di chiudere il girone con meno punti dell'Italia: 1 a 2. Niente male per due squadre che solo quattro anni fa si giocavano il titolo. Va detto che il girone dei bleus era sulla carta più complicato del nostro, ma a conti fatti risulta davvero difficile aggiungere qualcosa di più su una nazionale che invece di giocare ha passato tutto il tempo a litigare. Con Domenech nei panni di insopportabile demotivatore si è arrivati all'assurdo di vedere la squadra ammutinarsi e rifiutarsi di scendere in campo per l'allenamento. Uno spettacolo raccapricciante, insomma, e senza dubbio meno edificante del nostro. Continuo solo a farmi una domanda, che non avrà, credo, mai risposta. Ma perché Domenech non fu cacciato via già due anni fa?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1561917697670661599?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1561917697670661599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1561917697670661599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1561917697670661599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1561917697670661599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2010/07/note-mondiali.html' title='Note mondiali'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TFKf5tLnsEI/AAAAAAAAAOw/tVPN8FKiOdg/s72-c/Spagna+-+1987.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-5607776040492375735</id><published>2010-04-06T18:35:00.001+02:00</published><updated>2010-04-06T18:42:45.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><title type='text'>Il Presidente era salvo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il raggio lo colpì di striscio, smaterializzandogli un lembo dell’uniforme. Trovò riparo in una nicchia e si preparò al contrattacco. Sportosi in cerca del nemico, notò con disappunto i suoi gradi bruciacchiati e impolverati al suolo. Accecato dalla rabbia scagliò un masso nell’oscurità, poi ritrovò la freddezza e si acquattò nell’ombra, dove riprese a maledire quella schifosa guerra che da ormai sette cicli devastava il pianeta.&lt;br /&gt;La luce rossa cominciò a lampeggiare nella penombra. Lentamente uscì dal torpore, e si ritrovò disteso nel termogiaciglio, ancora turbato dall’incubo appena concluso, malgrado fosse ormai da tempo abituato a rivivere quasi ogni notte le drammatiche vicende che gli avevano fruttato due ferite, cinque decorazioni al merito, la morte del suo migliore amico ed un decisivo avanzamento di carriera presso lo Stato Maggiore dell’Astronautica Militare Confederata.&lt;br /&gt;Raggiunse a grandi balzi il plasmaschermo, dove si materializzarono all’istante i lineamenti insolitamente accigliati di Ykhskmyr Nadjknjw Pənler III, al suo secondo mandato come Presidente della Giunta Esecutiva Confederata. Detestava in modo genuino la sua mediocrità politica, l’accolita di illustri imbecilli di cui si era circondato, le penose battute con cui tentava di procacciarsi la simpatia dell’opinione pubblica; era peraltro convinto che il disprezzo fosse assolutamente reciproco, ma nondimeno gli si rivolse con il tono che più si addiceva al Comandante Supremo dell’Esercito Confederato: «L’Esercito saluta Sua Eccellenza Ykhskmyr III. Ai Suoi ordini».&lt;br /&gt;Contrariamente alle sue previsioni, il Presidente non rispose con la formula di rito, ma lo fissò severamente: «Non c’è tempo per le formalità, Generale Kkhemz. Mi raggiunga subito all’astroporto militare. A quanto pare non siamo soli nell’universo».&lt;br /&gt;Nessuna traccia della sua abituale strafottenza.&lt;br /&gt;Mentre sfrecciava sull’aviostrada 75, ripensò turbato alle parole del Presidente. Da almeno trecento cicli si erano concluse le missioni esplorative nelle galassie limitrofe, e tutte le sonde avevano dato esito negativo. Adesso, invece, era stato individuato dai rilevatori un oggetto ignoto diretto verso il pianeta. Gli elaboratori ne avevano automaticamente calcolato la rotta, ed avevano stabilito con certezza che doveva essere partito da uno dei nove planetoidi che orbitavano intorno alla stella Elos IX. Possibile che una navicella aliena potesse venire da così lontano? Eppure gli elaboratori non avevano mai sbagliato. Almeno sinora.&lt;br /&gt;Sfrecciò incurante attraversò tre o quattro ologrammi pubblicitari ed approdò nel vasto parcheggio. Fu ricevuto sbrigativamente da Zhhekll Poelh Sehkhs Jhagr V, Comandante dell’astroporto. Un tipo in gamba, che arrivò subito al punto: «Da circa sei cicli teniamo sotto&lt;br /&gt;controllo quest’oggetto, ma non abbiamo mai diffuso la notizia per precauzione. Ora si è inoltrato nella nostra atmosfera e siamo in grado di stabilire con assoluta certezza che si tratta di un veicolo alieno che ospita forme di vita intelligente».&lt;br /&gt;Il Generale lo fissava senza parole. Zhhekll continuò imperturbabile: «E’ evidente che la navicella sta facendo rotta verso il nostro pianeta. Per questo abbiamo ritenuto indispensabile avvertire il Presidente...» l’imbecille, sinora rimasto in silenzio, lo guardò fiero, come se fosse tutto merito suo «...e l’esercito».&lt;br /&gt;Ykhskmyr prese allora la parola: «Il Comandante mi ha informato che la navicella atterrerà sul nostro pianeta tra circa sei frazioni e un terzo. Generale Kkhemz, non potrà che essere lei ad incaricarsi di adottare le misure di sicurezza necessarie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre si avviava con andatura solenne nella piana afosa, il Generale Kkhemz Ogrjje Bvjwjjkh XI non sapeva se maledire di più gli alieni, che avevano scelto per l’atterraggio una delle regioni più calde del globo, o quell’idiota del Presidente, al suo fianco con il suo solito atteggiamento da protagonista, che aveva rivelato in mondovisione la notizia, attirando sul posto centinaia di giornalisti, cialtroni e sprovveduti. Mentre si avvicinava allo strano razzo, non poté fare a meno di notare che dalla forma sembrava più una confezione termoisolante di minestra Krajhsc che una navicella spaziale; per la verità se l’era immaginato molto più grande. La sua sorpresa crebbe quando si aprì uno sportello alla base del mezzo e ne vennero fuori due piccoli mostriciattoli: quelli erano dunque gli alieni? Osservò il loro modo ridicolo di avanzare e la forma buffa del loro corpo, racchiuso in una specie di armatura metallica, e pensò divertito a chi aveva profetizzato la venuta di esseri giganteschi e sanguinari: non riusciva ad immaginare degli esseri più impacciati ed inoffensivi...&lt;br /&gt;Si irrigidì di colpo: uno degli alieni si era fermato, aveva accostato le due zampe superiori alla sommità della sua tuta e con un gesto insospettabilmente rapido ne aveva staccato la protuberanza superiore, sollevandola. Kkhemz non perse tempo: si trattava certamente di un’arma e lui aveva il preciso dovere di proteggere il Presidente, a qualunque costo. Con un balzo si avventò coraggiosamente sui due invasori, e li rese rapidamente inoffensivi. Si accorse quasi subito di averli uccisi, ma non provò alcun rimorso: era evidente che si trattava di esseri inferiori.&lt;br /&gt;Osservò disgustato il liquido rossastro che ora bagnava le loro armature, fracassate in più punti, ed i loro miseri e squallidi corpi, orribilmente rosei e con appena quattro zampe.&lt;br /&gt;Una per una, abbassò le otto chele, soddisfatto. Anche stavolta aveva fatto il suo dovere. Quell’idiota del Presidente era salvo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-5607776040492375735?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/5607776040492375735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=5607776040492375735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5607776040492375735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5607776040492375735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2010/04/il-presidente-era-salvo.html' title='Il Presidente era salvo'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8364615053450492682</id><published>2010-01-06T15:43:00.003+01:00</published><updated>2010-01-06T17:41:58.819+01:00</updated><title type='text'>Pizzette amare - Piéce teatrale in due atti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ATTO PRIMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Londra, atrio della Victoria Station. Un luminoso pomeriggio di metà Settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROBERTO - Il protagonista, un giovane collaboratore dell'Italian Cultural Institute di Londra.&lt;br /&gt;IL BERGAMASCO - Un giovane passante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre il sipario. Roberto è intento a distribuire brochure ai passanti, molti dei quali tirano dritti senza mostrare interesse.&lt;br /&gt;Entra il Bergamasco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;avvicinandosi a Roberto&lt;/span&gt;)   Ma tu sei italiano?&lt;br /&gt;ROBERTO   Sì.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   E lavori per...?&lt;br /&gt;ROBERTO   L'Istituto di Cultura Italiana.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;curioso)   &lt;/span&gt;Sarebbe?&lt;br /&gt;ROBERTO   E' l'ente ufficiale per la promozione della cultura italiana all'estero. E' una struttura che dipende dal Ministero degli Esteri.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   E quindi tu lavori per loro.&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un po' a disagio&lt;/span&gt;)   Sì, insomma, sarò qui per tre mesi per fare uno stage...&lt;br /&gt;BERGAMASCO   Ma ti pagano? Ti danno qualcosa?&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;amareggiato&lt;/span&gt;)   No... Sai, la pubblica amministrazione italiana non paga quasi mai.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ridacchiando con l'aria di chi la sa lunga&lt;/span&gt;)   Ma sì, io me ne sono scappato dall'Italia guarda, non è per dire Berlusconi o non Berlusconi, è che ora come ora non c'è proprio nulla da fare, voglio dire, io vengo dalla provincia di Bergamo e guarda, del lavoro che mi piacerebbe fare a me non ce n'è proprio, non è un discorso politico, ma le leggi, il sistema, è tutt'un casino, non ci sono spazi. Londra invece è diversa, nel senso è una città grande, tante cose da fare, posti, c'è vita, e poi offre veramente delle opportunità di lavoro straordinarie guarda...&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cordiale&lt;/span&gt;)    Ah bene. Tu che lavoro fai?&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;indicando fiero intorno a sé&lt;/span&gt;)&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Io lavoro qui. Pulisco i cessi della stazione.&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perplesso&lt;/span&gt;)   Ah... Beh...&lt;br /&gt;BERGAMASCO   Beh, certo insomma, non è granché, però insomma lo stipendio è buono, e poi il primo lavoro che trovi è sempre un po' schifoso, ma giusto il tempo di ingranare poi ne cerco un altro.&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rassicurato&lt;/span&gt;)   Ah, quindi sei qui da poco...&lt;br /&gt;BERGAMASCO   Sei mesi.&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di nuovo perplesso&lt;/span&gt;)   Ah...&lt;br /&gt;BERGAMASCO   E tu invece? Da quanto sei qui?&lt;br /&gt;ROBERTO   Mah poco, saranno un paio di settimane.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   Vedrai che ti troverai benissimo guarda. Di dove sei?&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;orgoglioso&lt;/span&gt;)   Roma.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;facendo una smorfia&lt;/span&gt;)   Ah, Roma. Beh immagino che anche per te è stato un bello shock venire in una città come Londra, così grande, la metropolitana... Voi a Roma quanti siete? Quasi un milione, giusto?&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;incredulo&lt;/span&gt;)   Ma veramente quasi quattro...&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;arrampicandosi sugli specchi&lt;/span&gt;)   Beh qui comunque sono dodici milioni considerando tutta la Greater London, non so se mi spiego.&lt;br /&gt;ROBERTO   Lo so. Infatti vivendo in una grande città ero curioso di conoscere una città ancora più grande.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cambiando discorso&lt;/span&gt;)   E come ti sei sistemato?&lt;br /&gt;ROBERTO   Ho preso una stanzetta a Turnpike Lane, in terza zona, piccolina ma comoda, poi ho la metro proprio sotto casa.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   E quanto paghi?&lt;br /&gt;ROBERTO   120 sterline a settimana, tutte le spese incluse.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ridacchiando, di nuovo con l'aria di chi la sa lunga&lt;/span&gt;)   Non ci posso credere! Ma lo sai che ti stanno fregando?&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;impassibile&lt;/span&gt;)   E' possibile. Ma non avevo molto tempo per scegliere. Appena ho trovato una casa ordinata, comoda e ben collegata l'ho presa.&lt;br /&gt;BERGAMASCO   Ma è troppo per quella zona, non capisci.&lt;br /&gt;ROBERTO   Vabbè, ma ho tutte le spese incluse. E poi i coinquilini sono tutti europei, e la mia priorità era evitare di ritrovarmi in una casa piena di asiatici che cucinano cose puzzolenti.&lt;br /&gt; BERGAMASCO   Non vuol dire. Un mio amico ha preso casa qua dietro, in prima fascia, paga 70 sterline a settimana e sta con due francesi che sono pure fighe!&lt;br /&gt; ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;impassibile&lt;/span&gt;)   Beh, buon per lui. A me comunque per tre mesi va bene così.&lt;br /&gt; BERGAMASCO   Come preferisci. Beh, si è fatto tardi, devo andare.&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ipocrita&lt;/span&gt;)   Beh, è stato un piacere. Sentiamoci dai, magari ci prendiamo una birra una di queste sere.&lt;br /&gt; BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;evitando di tirare fuori il cellulare per segnarsi il numero&lt;/span&gt;)   Certo. Tu fino a quando rimani?&lt;br /&gt; ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;evitando di tirare fuori il cellulare per segnarsi il numero&lt;/span&gt;)   Metà Dicembre. Tre mesi ancora.&lt;br /&gt; BERGAMASCO   E poi rientri fisso in Italia?&lt;br /&gt;ROBERTO   Sì, almeno per un po'.&lt;br /&gt; BERGAMASCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;allontanandosi&lt;/span&gt;)   Beh salutamela tu allora. Io non ci torno mica, in Italia. Ciao.   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;esce&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt; ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fra sé e sé&lt;/span&gt;)   Ma chi te ce vole...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sipario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;----------&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ATTO SECONDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Roma, via dei Magazzini Generali, interno di una cornetteria. Notte fonda di un pigro Giovedì di metà Dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROBERTO - Il protagonista, appena rientrato da Londra.&lt;br /&gt;MARCO - Il cornettaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre il sipario. Marco è al bancone intento a servire i clienti.&lt;br /&gt;Entra Roberto di buon umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARCO   Ciao caro...&lt;br /&gt;ROBERTO   Ciao bello, come va? Mamma mia quanto me sei mancato, oh...&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stupito&lt;/span&gt;)   Io te so' mancato? Casomai i cornetti!&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;insistendo&lt;/span&gt;) Vabbè ma come li fai te non li fa nessuno...&lt;br /&gt;MARCO   Ma 'ndo sei stato che c'avevi tutta 'sta nostalgia?&lt;br /&gt;ROBERTO   Eh, so' stato tre mesi a Londra.&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quasi indignato&lt;/span&gt;)   A Londra? Eh beh allora ce credo, là mica sanno come se magna! Ma a fa' che? Studià o lavorà?&lt;br /&gt;ROBERTO   A lavorà, diciamo così, va. E comunque sì, a magnà là non è che sia proprio il massimo. Oddio piano piano stanno migliorando eh...&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;indignato per davvero&lt;/span&gt;)   Ma che stanno a mijorà! Quelli da magnà nun so boni a fà gnente, guarda.   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cambiando tono&lt;/span&gt;)   Che prendi?&lt;br /&gt;ROBERTO   Cinque pizzette, ovviamente.&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;porgendogli il sacchetto&lt;/span&gt;)   Eh lo sapevo, sempre co' ste pizzette te...&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;posando un euro sul bancone&lt;/span&gt;)   E so bone...&lt;br /&gt;MARCO   E sì che so' bone. A Londra queste mica le trovi!&lt;br /&gt;ROBERTO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;annuisce mentre mangia una pizzetta&lt;/span&gt;)   E certo.&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sempre più convinto&lt;/span&gt;)   Gl'abbiamo insegnato tutto noi, a quelli. Come se magna, come ce se veste, come se gioca a pallone...&lt;br /&gt;ROBERTO   Beh però il calcio l'hanno inventato loro, dai.&lt;br /&gt;MARCO   Sarà, però se so' presi 'n allenatore nostro!&lt;br /&gt;ROBERTO   In effetti...&lt;br /&gt;MARCO   A proposito, ma te a Londra 'ndo lavoravi?&lt;br /&gt;ROBERTO   All'Istituto di Cultura Italiana...&lt;br /&gt;MARCO   (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;lo interrompe fiero&lt;/span&gt;)   E lo vedi che c'ho ragione io?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sipario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8364615053450492682?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8364615053450492682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8364615053450492682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8364615053450492682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8364615053450492682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2010/01/pizzette-amare-piece-teatrale-in-due.html' title='Pizzette amare - Piéce teatrale in due atti'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3560570731565932121</id><published>2009-11-03T21:59:00.005+01:00</published><updated>2009-11-04T02:21:56.520+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Londra'/><title type='text'>The Italian breakfast</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche tempo fa ho sgranato gli occhi trovandomi sotto il naso su Facebook il gruppo "Vogliamo Starbucks in Italia". Davvero paradossale. Viviamo nel paese dove probabilmente si mangia meglio al mondo, dove probabilmente si beve il caffè più buono del mondo e dove lo si paga la metà o anche un terzo di quanto costa all'estero, eppure centinaia di persone sentiono la necessità di pagarlo 3 € e berlo in un bicchierone di plastica. Un tipico esempio di esterofilia esasperata, ho pensato, il difetto genetico nostrano che periodicamente ci spinge a pensare che tutto quello che proviene dall'estero è meglio che in Italia. Stavolta però si trattava di una delle cose che sappiamo fare meglio, il caffè, quindi la questione era quantomeno curiosa e meritava di essere studiata.&lt;br /&gt;Leggendo su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Starbucks"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;, scopro che, secondo la leggenda, il mito di Starbucks nasce nel 1983, in occasione di un viaggio a Milano di Howard Schultz, amministratore della catena. A quanto pare, Schultz fu talmente colpito dal clima amichevole e conviviale che si respira nei bar italiani, da decidere di provare a riprodurre questo approccio gestionale nelle sue caffetterie. A prescindere se vi sia riuscito o meno, il tentativo si rivelò giusto, tanto che oggi l'impero di Starbucks conta oltre 9.000 sedi in mezzo mondo, e forse anche di più.&lt;br /&gt;Saggiamente, tuttavia, il buon Schultz si è guardato bene in tutti questi anni dal mettere piede in Italia. Le motivazioni sono espresse chiaramente in un &lt;a href="http://innovationzen.com/blog/2007/01/15/why-starbucks-is-not-present-in-italy/"&gt;articolo&lt;/a&gt; linkato nella medesima pagina di Wikipedia: &lt;i style="font-style: italic;"&gt;"Agli Italiani non piacciono le tazze di plastica. Perché? Essi non considerano neanche la possibilità di prendere il caffè fuori dal bar, bevendoselo mentre camminano o guidano"&lt;/i&gt;. Senza contare, aggiungerei io, che il caffè di Starbucks, oltre a non essere carico come piace a noi italiani, costa circa 4 volte tanto. Il che, per un popolo che mediamente consuma 4 tazzine di caffè a testa al giorno, è tutt'altro che irrilevante.&lt;br /&gt;Eppure, a smentirci parzialmente entrambi, ci sono oggi quasi 3.000 persone che su Facebook, divise in 3 gruppi, inneggiano all'avvento della sirena verde nel belpaese. Il più nutrito, quasi 2.000 iscritti, stila un decalogo di buoni motivi: fra gli altri, "è giovanile", "è alla moda", "è un mix di sensazioni uniche: è intimo ma allo stesso tempo internazionale", "ha poltrone comode", e poi "il caffè è differente da quello nostro ma non per questo fa cagare anzi è buono". Quest'ultima frase è piuttosto inquietante, ma tanta insistenza mi convince comunque a mettere alla prova le virtù di Starbucks.&lt;br /&gt;Quale occasione migliore del mio imminente soggiorno di lavoro a Londra? La mattina dopo il mio arrivo, entro nel primo Starbucks che trovo per fare colazione. La scelta è necessariamente casuale, visto che si tratta di un esperimento su una catena in franchising devo ovviamente dare per scontato che la qualità sia la stessa in qualsiasi punto vendita. Con davanti a me la prospettiva  stimolante ma impegnativa di 3 mesi di lavoro e vita a Londra, ordino un cappuccino ed una fetta di dolce, pago un conto salatissimo, dopodiché tiro fuori il netbook per controllare la posta su internet.&lt;br /&gt;Subito una brutta sorpresa: la connessione non è affatto gratuita, come mi avevano assicurato tutti, ma costa la bellezza di £ 8,00 al giorno! Provo a consolarmi con il dolce, che è gustoso ma ha ahimé la consistenza di un foratino. Bevo un sorso di cappuccino e mi ustiono la lingua, per di più è amarissimo, ci verso dentro tonnellate di zucchero ed aspetto un po', ma non diventa né più freddo né più dolce. Purtroppo non ho ancora tempo per aspettare (siamo a Londra e si va di fretta!), così a malincuore sono costretto a lasciare sul tavolo quel beverone infernale ed uscire. Partiamo proprio male.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio chiacchiero con mia cognata, che mi chiede le mie prime impressioni inglesi e mi suggerisce di dare a Starbucks una seconda possibilità: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"E' chiaro che non si può pretendere che il cappuccino sia buono come quello italiano, semplicemente devi andare lì e lasciarti coccolare"&lt;/span&gt;. D'accordo, proverò a farmi coccolare.&lt;br /&gt;Qualche tempo dopo mi capita di fare un giro in centro con un'amica e decidiamo di fermarci a prendere un caffè. Neanche lei è rimasta molto convinta da Starbucks, ma decidiamo insieme di provare un'altra volta. Entriamo e ci troviamo davanti una fila epica, almeno trenta persone sono in coda per ordinare. Dopo dieci minuti buoni riusciamo a guadagnare la cassa ed ordinare un paio dei tanto decantati frappuccini. Il cassiere abbozza un sorriso, afferra un paio di bicchieroni di plastica trasparente, ci scarabocchia su qualcosa con un pennarello viola e li passa alla collega. Decisamente spoetizzante, non trovate? La collega riempie i bicchieroni ma fa qualche pasticcio e mi dà un frappuccino sbagliato. Potrei farglielo notare, ma perderei altro tempo e rinuncio. Facendoci largo nella foresta umana riusciamo a guadagnare il piano di sopra e ci lanciamo alla ricerca di un tavolo libero. Sono tutti sporchi e pieni di cartacce, e la cosa mi irrita ulteriormente: d'accordo che siamo a Londra, la patria degli zozzoni, ma io pretendo la mia dose di coccole.&lt;br /&gt;Ci sediamo al tavolo meno indecente, ed immediatamente mi accorgo che ho tutta la mano destra sporca di pennarello viola. Stupido commesso, che non sai neanche passare le ordinazioni a voce!&lt;br /&gt;Finalmente assaggio questo tanto decantato frappuccino. Com'è? E' buono, certo. Ma ci mancherebbe pure che non lo sia, considerando che mi è costato £ 4,00! Di coccole, però, neanche l'ombra. L'esperimento è concluso: considerando che frappè buoni come questo, ed anche migliori, in Italia già li facciamo, per conto mio non c'è alcuna necessità che Starbucks apra anche da noi.&lt;br /&gt;In compenso, nel frattempo scopro l'esistenza di Caffé Nero, una catena inglese di caffetterie la cui diffusione a Londra è persino più capillare di quella di Starbucks. E la cosa più divertente è che, stando alle dichiarazioni di intenti di Schultz, Caffè Nero è esattamente ciò che Starbucks sarebbe dovuto essere ma senza riuscirci: la riproposizione, imperfetta ma apprezzabilissima, di un bar italiano. L'espresso è godibile e viene servito rigorosamente in tazzine di ceramica, ci sono persino croissant e fagottini al cioccolato. E nel momento in cui scopro che ad ogni cliente danno una carta su cui mettono un timbro per ogni caffè, e che ogni 9 caffè il decimo è gratuito, sono fidelizzato per sempre!&lt;br /&gt;Prendo quindi l'abitudine di fare colazione al Caffè Nero vicino casa. Quando le due bariste italiane scoprono che sono loro connazionale diventano se possibile ancora più gentili, addirittura mi mettono ogni volta due timbri anziché uno. E finalmente mi rendo conto di qual è il valore aggiunto del caffè italiano, ciò che aveva colto anche Schultz senza però intuire che non è affatto semplice riprodurlo in serie, semplicemente aprendo una catena in franchising: il barista.&lt;br /&gt;Il caffè al bar è buono non solo perché è buono, ma perché lo serve una persona simpatica, con la quale fare volentieri due chiacchiere, parlare di sport o politica, lamentarsi, chiedere consigli, persino sfogarsi. Il bravo barista sa che, oltre a dover preparare un ottimo caffè, deve diventare un vero e proprio punto di riferimento per il cliente, una figura quotidiana, familiare, persino autorevole.&lt;br /&gt;Poco prima di venire a Londra, durante una delle ultime settimane di lavoro a Roma, ero sceso a fare colazione al bar dell'ufficio come ogni giorno. Di solito avevo l'abitudine di fare colazione un po' tardi, verso le 11 e mezza, ma quel giorno avevo fatto davvero tardi. Non mi ero accorto che era l'una passata ed avevo ordinato come sempre cappuccino e cornetto alla crema. Immediatamente il barista, bonario ma determinato, mi aveva rimproverato: "Ma che ti sembra l'ora del cappuccino questa? Non sei mica un turista americano!". Aveva ragione. Da buon romano, mi ricordava che il momento giusto per prendere un cappuccino è la mattina, prima dell'una. Il cappuccino a pranzo lo lasciamo prendere a qualcun altro. La cosa interessante è che lui dava per scontato, giustamente, che io conoscessi questa regola e che avessi per distrazione cercato di infrangerla, ma in ogni caso avrei desistito dal mio ignobile tentativo.&lt;br /&gt;Così feci. Divertito, avevo ordinato immediatamente un caffè macchiato e gli avevo sorriso. Lui mi aveva servito il caffè compiaciuto, orgoglioso di avermi impedito di compiere un qualcosa di immorale. In qualche modo, aveva vigilato sulla mia coscienza gastronomica, ciò che ogni vero barista dovrebbe essere in grado di fare.&lt;br /&gt;Se domani pomeriggio andassi da Caffè Nero a chiedere un cappuccino, quelle due deliziose ragazze mi guarderebbero storto, ed avrebbero ragione. Se facessi la stessa cosa da Starbucks, quei disgraziati mi servirebbero il cappuccino senza battere ciglio.&lt;br /&gt;Ecco perché il caffè in Italia è più buono.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3560570731565932121?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3560570731565932121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3560570731565932121' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3560570731565932121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3560570731565932121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2009/11/italian-breakfast.html' title='The Italian breakfast'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-2296171871376336809</id><published>2009-02-01T23:57:00.004+01:00</published><updated>2009-02-03T02:20:27.276+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Amore cabriolet</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che cantanti, poeti e fresconi sono soliti chiamare "amore" è in realtà un'acerrima e violentissima battaglia psicologica che l'uomo e la donna combattono l'uno contro l'altra ininterrottamente. La situazione è resa particolarmente complicata dal fatto che i rapporti di forza tra i due sessi sono costantemente squilibrati. Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a 12 anni si può dire che non esistono grosse differenze. E' proprio a quest'età tuttavia che si verifica la prima sperequazione: la donna ha una clamorosa impennata nel proprio sviluppo psicofisico e nel giro di un paio di mesi completa la sua trasformazione da bimbetta frignante in vamp senza scrupoli. L'uomo si accorge invece con amarezza di essere rimasto sostanzialmente un nanerottolo moccioloso ed è depresso perché le sue coetanee lo considerano, giustamente, un imbecille.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 15 anni il divario è massimo. Mentre gli uomini continuano ottusamente a fare a scambio di figurine come quando erano alle elementari, le donne, almeno quelle più spigliate, maneggiano preservativi con la stessa confidenza con cui un croupier del casinò di Lugano muove le fiches alla roulette. Hanno storie con ragazzi più grandi e continuano a considerare i propri coetanei, giustamente, degli imbecilli. Tuttavia è proprio a quest'età che l'uomo prende finalmente consapevolezza del proprio essere un idiota, ed inizia un lungo e paziente lavoro su sé stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 18 anni la situazione è cambiata. L'uomo ha qualche storia con ragazze  di qualche anno più piccole, ma fatica molto a capire il loro modo di ragionare. La donna invece ha conosciuto in discoteca un brillante studente universitario e ne approfitta per farsi scarrozzare avanti e indietro ogni volta che ne ha voglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 20 anni il divario si allarga di nuovo. L'uomo scarrozza ora pazientemente una diciottenne ogni volta che lei ne ha voglia, ma continua a non capire molto riguardo al suo modo di ragionare. In particolare, non capisce perché dica delle cose e poi ne faccia altre, né riesce a spiegarsi perché a volte scoppi a piangere se lui le chiede cose semplici come mandargli qualche sms in meno. La donna invece ha liquidato lo studente ed ora esce con un trentenne che la viene a prendere in SLK.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 25 anni c'è un periodo critico. La donna viene improvvisamente lasciata dall'uomo della SLK e fa le due cose che fanno tutte le donne che hanno appena concluso una storia di 5 anni: cambia pettinatura e si iscrive ad un corso di salsa. In discoteca si diverte a far credere agli sconosciuti di essere attratta da loro, solo per poter poi ridere insieme alle amiche della cosa. Di tanto in tanto riceve delle proposte indecenti da qualche facoltoso quarantenne, che a volte accetta.&lt;br /&gt;L'uomo invece è disorientato: la sua ex lo ha lasciato per mettersi con un trentenne che guida una SLK e quasi tutte le donne che ha occasione di conoscere sono fidanzate da diversi anni. Ormai ha finalmente trovato lavoro ma vive al di sopra delle sue possibilità ed ogni mese butta mezzo stipendio offrendo aperitivi e cocktail a sconosciute che sembrano interessate a lui ma poi gli danno buca. Continua a non capirci molto delle donne ed in particolare non capisce per quale motivo si divertano così tanto a sembrare disponibili per poi dare due di picche a destra e a manca. Lui con i suoi amici non farebbe mai una cosa del genere, gli sembra una perdita di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 30 anni c'è l'inatteso colpo di scena. Finalmente l'uomo si rende conto che è impossibile capire le donne e fa il definitivo salto di qualità: compra una SLK e va a caccia di ventenni.&lt;br /&gt;La donna invece va semplicemente fuori di testa ed inizia ad essere ossessionata dall'idea di avere un figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 35 anni la donna si è sposata, ha avuto un figlio ed ha  già lasciato il marito per mettersi con il suo capoufficio, che guadagna il doppio. L'uomo invece continua a non capire molto delle donne e, nel dubbio, continua a girare in SLK perché ha visto che tutto sommato funziona. Spende ancora una barca di soldi per offrire aperitivi e cocktail, ma almeno ora se lo può permettere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-2296171871376336809?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/2296171871376336809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=2296171871376336809' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2296171871376336809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2296171871376336809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2009/02/amore-cabriolet.html' title='Amore cabriolet'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-82156345002715417</id><published>2008-07-23T18:26:00.003+02:00</published><updated>2008-07-23T19:14:41.126+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Vita da scapolo 2 - Un anno dopo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La situazione è pressoché identica a quella di un anno fa, ma le sensazioni sono molto diverse.&lt;br /&gt;Ancora una volta padrone incontrastato della dimora familiare, ma stavolta non c'è nessuna attesa in vista di un'esperienza relativamente ignota in un paese relativamente inospitale, bensì una certa nostalgia nel ricordare i preparativi di un anno fa con la segreta consapevolezza che, in fondo, andavo a spassarmela. La nostalgia mi dà appuntamento quotidiano su Facebook, in assoluto il miglior modo mai inventato per farsi egregiamente gli affari degli altri, dove ogni giorno sfilano quei volti con cui ho condiviso quattro gioiosi mesi di delirio multiculturale, malgrado fossimo tutti lì ufficialmente per studiare. Sarebbe bello in effetti poter rifare tutto daccapo, ma avrebbe poco senso, essenzialmente perché non ho la benché minima intenzione di passare un altro autunno in Svezia per tutto il resto della mia esistenza.&lt;br /&gt;Ma dopo la nostalgia si fa strada un'altra maligna considerazione: potranno spassarsela quanto vorranno, ma saranno sempre condannati alla loro vita di provincia, belga, tedesca od olandese che sia. Io invece con 20 minuti di macchina me ne vado al Colosseo, e scusate se è poco. Vogliamo mettere Roma con Gent? Vogliamo proprio?&lt;br /&gt;E quand'anche l'Urbe venisse a noia, ecco pronto un viaggetto mid-cost a Barcellona (tiè): un must della vacanza agostana da italiani medi che finalmente, e ne sono fiero, sono riuscito ad organizzare dopo almeno tre anni di tentativi vani. Si parte il 6 Agosto, in compagnia di 4 amici di vecchia data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo ne approfitto per crogiolarmi nella calura mediterranea dopo una sessione di performance estreme: eh già, perché visto che l'esperienza scandinava mi ha fruttato alla fine della fiera un solo esame, mi è toccato fare gli straordinari.&lt;br /&gt;Sono cifre che fanno girare la testa: 39 CFU verbalizzati, 8 esami sostenuti, addirittura 3 orali nello stesso giorno! Per chi ama le statistiche, si tratta della miglior sessione di sempre.&lt;br /&gt;Ne consegue che un po' di riposo è, se non dovuto, almeno meritato. Fortunatamente la vita fornisce continuamente numerose ocasioni di svago: tanto per cominciare, c'è da finire di vedere la quarta serie di Lost, operazione che viene svolta senza badare al dispendio di energie. E visto che Lost è una fiction di inaudita complessità, si passa subito ad organizzare serate a tema Lost coinvolgendo fan affermati ed amici scettici in maratone di 6 puntate alla volta, (ri)partendo rigorosamente dalla prima serie (e poi giù a rotta di collo fino alla quarta, senza soste) allo scopo di riordinare un po' le idee in vista di futuri sviluppi.&lt;br /&gt;E quand'anche Lost fosse insufficiente, ecco comparire la scatola magica: Alice Home TV. Se neanche la mirabolante offerta di canali digitali in chiaro basta a stuzzicare la mente, non si può restare impassibili di fronte alle strepitose possibilità di scelta che offre la tv on demand: in particolare, 37 concerti e 47 cartoons della serie Looney Tunes, da vedere e rivedere, gratis, tutte le volte che ci pare.&lt;br /&gt;E se a questo aggiungiamo le mirabolanti sperimentazioni gastronomiche che offrono i supermercati odierni, su tutte i nuovissimi Pan di Stelle Cereali (!), ne scaturisce una varietà di possibili combinazioni in grado di rendere la vita da scapolo semplicemente strepitosa.&lt;br /&gt;Ad esempio: Coldplay + Pangoccioli; oppure, Gatto Silvestro + Pesto alla siciliana; oppure, Lost + Gocciole Extra Dark; oppure ancora, Willy il Coyote + Mentorzata; oppure, Franz Ferdinand + Pan di Stelle Cereali; o ancora, Rage Against The Machine + Pesto alla genovese.&lt;br /&gt;E si potrebbe continuare...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-82156345002715417?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/82156345002715417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=82156345002715417' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/82156345002715417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/82156345002715417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/07/vita-da-scapolo-2-un-anno-dopo.html' title='Vita da scapolo 2 - Un anno dopo'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-4365401176513105239</id><published>2008-05-11T18:10:00.002+02:00</published><updated>2008-05-11T19:54:34.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>+46 (Reloaded)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente di meglio del ponte tra 25 Aprile e 1 Maggio per fare una capatina su a Karlstad.&lt;br /&gt;Un'ottima occasione per andare a trovare un po' di amici, sistemare un paio di faccende buroratiche rimaste in sospeso e riconciliarsi con una città con cui, a Dicembre, il nostro povero italiano all'estero si era lasciato di malumore.&lt;br /&gt;Il viaggio, tranquillo ed un po' noioso, attraversa tre nazioni. Alzatosi di buon'ora, alle dieci il nostro decolla puntuale (non potrebbe essere altrimenti, visto che la compagnia è danese, gente che fa sul serio). Dopo tre ore si arriva ad Oslo, dove il nostro si ferma a pranzare.&lt;br /&gt;Si sa, per un romano è impossibile sorseggiare un caffè senza scambiare due chiacchiere con il barista. Il povero norvegese, uomo schivo e riservato, sulle prime rimane stupito dalle domande a carattere metereologico che gli vengono rivolte. A poco a poco però si rilassa e si rivela essere una persona gentilissima e persino affabile (nei limiti in cui un norvegese può essere ritenuto affabile). Purtroppo tutta questa cordialità ha un prezzo: al ritorno in patria il povero italiano scoprirà controllando l'estratto conto di aver speso quasi 7 € per un espresso ed una fetta di torta in quel maledetto bar di Oslo.&lt;br /&gt;Il viaggio prosegue con l'ultima parte, 4 estenuanti ore di pullman da Oslo a Karlstad. Passeggiare per la piccola città gli dà strane sensazioni. Diversi mesi sono passati dalla sua partenza e Karlstad ha mutato volto: il clima è squisito e le ore di luce sono tantissime, ancora di più che a Roma. Il nostro si installa al campus, ospite di una italofrancese al di sopra di ogni possibile sospetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera successiva c'è il compleanno di una basca, un'ottima occasione per salutare tutte le persone rimaste dal primo semestre. Per l'occasione il nostro cucina il suo cavallo di battagllia: mezzo chilo di fusilli tricolori con pesto, gamberetti e champignon, il piatto che lo aveva reso indegnamente celebre durante il primo semestre. Rimane sorpreso e commosso dall'affettuosissima accoglienza che gli viene tributata dai suoi amici spagnoli, i quali vengono ad abbracciarlo uno dopo l'altro in una sorta di "Carramba che sorpresa!" internazionale.&lt;br /&gt;In un angolo, dimenticata da tutti, siede la povera fiamminga, ormai sola e malinconica senza le sue amiche olandesi, tutte tornate a casa a Natale. I due si scambiano un'occhiata interrogativa, ed alla fine lei si rassegna ad andarlo a salutare, simulando egregiamente con tanto di baci e sorrisi di essere contenta di vederlo. Dopo le chiacchiere di rito lei si abbandona a qualche confidenza, lasciando trasparire la sua amarezza per il fatto di non essere più la reginetta sexy delle folli notti svedesi. A quel punto inizia la cena e i due evitano accuratamente di rivolgersi la parola per il resto della serata. Sarà l'ultima volta in cui si vedranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel complesso la settimana scorre placida e tranquilla. Forse anche troppo tranquilla. Il nostro, si sa, non è amante degli eccessi, ma forse cinque barbecue in una settimana sono un po' troppi. Più che in Erasmus, l'impressione è di trovarsi ad un raduno internazionale di scout.&lt;br /&gt;Alla fine giunge il momento di partire, e neanche stavolta al nostro italiano dispiace di tornare nella sua Roma. Di nuovo tempo di abbracci e scambi di mail, un po' di malinconia stavolta più definitiva di prima e qualche promessa fantasiosa di scambiarsi presto visite a Roma o in Spagna. Non succederà mai, ma è bello comunque invitarsi e dimostrare ospitalità.&lt;br /&gt;Il nostro si rimette infine in viaggio, con la consapevolezza che questa è stata davvero l'ultima volta che ha messo piede a Karlstad. Stavolta però a dirgli addio non c'è una città buia e depressa, ma una città luminosa e serena. Lasciarsi così è molto più facile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-4365401176513105239?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/4365401176513105239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=4365401176513105239' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/4365401176513105239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/4365401176513105239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/05/46-reloaded.html' title='+46 (Reloaded)'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3188351568659867840</id><published>2008-04-22T15:33:00.001+02:00</published><updated>2008-04-22T15:33:55.349+02:00</updated><title type='text'>Le 6 cose che più mi piacciono</title><content type='html'>Ricevo da &lt;a href="http://buongiornomartina.wordpress.com/"&gt;Mar&lt;/a&gt; questo &lt;i&gt;meme&lt;/i&gt; e volentieri aderisco.&lt;br /&gt;Per chi, come me fino a poco fa, non sapesse cos'è un &lt;i&gt;meme&lt;/i&gt; rimando alla pagina dedicata di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meme"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;, che lo definisce, tra le altre cose, "&lt;b&gt;un'unità auto-propagantesi di evoluzione culturale&lt;/b&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò, le 6 cose che più mi piacciono sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Il suono metallico ed ineguagliabile delle corde del basso appena montate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Invitare a casa i miei migliori amici nelle sere d'Estate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Guidare per Roma quando sta per tramontare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Prendere un aereo per andare a visitare qualcosa o qualcuno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Ascoltare, suonare, comporre, mixare, spargere musica in tutti gli angoli della mia giornata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Sentirmi orgoglioso quando vedo la nazionale di calcio che gioca bene e vince&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restando fedele allo spirito dell'iniziativa, invito chiunque ed in particolare &lt;a href="http://silviaromaunitedstates.spaces.live.com/"&gt;Silvia&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.paradisoartificiale.blogspot.com/"&gt;Luca&lt;/a&gt; ed &lt;a href="http://emmapillowfighter.spaces.live.com/"&gt;Emmuzza&lt;/a&gt; a proseguire nell'opera di propagazione spontanea&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3188351568659867840?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3188351568659867840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3188351568659867840' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3188351568659867840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3188351568659867840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/04/le-6-cose-che-pi-mi-piacciono.html' title='Le 6 cose che più mi piacciono'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-2155928824132095120</id><published>2008-03-13T21:15:00.003+01:00</published><updated>2008-03-13T22:24:54.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Inchiesta: la Sindrome del Tassista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scoperta nel 2004, la Sindrome del Tassista è una grave patologia psichica, in grado nel lungo periodo di arrecare a chi ne soffre seri danni mentali e relazionali, di cui si è registrato in questi ultimi anni un numero sempre maggiore di casi. La sindrome colpisce esclusivamente soggetti di sesso maschile, di età superiore ai 18 anni, automuniti, beneducati e di estrazione socioculturale medio-alta.&lt;br /&gt;Non immediata da riconoscere, si manifesta inizialmente con un'insolita e ricorrente insistenza, da parte del soggetto colpito, ad offrire colazioni ed aperitivi alle sue conoscenze femminili abituali.&lt;br /&gt;Dopo un periodo di incubazione che varia generalmente dai 3 ai 9 mesi, la malattia esplode immancabilmente nella sua forma più comune. Perché ciò accada è sufficiente che una delle succitate conoscenze richieda al soggetto un passaggio a casa, visto che abita di strada, innescando in tal modo un terribile meccanismo psicofisico: senza rendersene conto, il soggetto inizierà quindi, con frequenza quotidiana e crescente, a concedere passaggi alle medesime conoscenze, fin tanto che il gesto finisca col diventare automatico e quasi dovuto. Tra le categorie di conoscenze più comuni rientrano studentesse universitarie (in prevalenza fuori sede), colleghe del lavoro, donne che dichiarano di sentirsi molto tristi e trascurate dal ragazzo, queste ultime forse le più pericolose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stadio più avanzato il soggetto arriva addirittura ad offrirsi spontaneamente per offrire passaggi da una località lontana ad un'altra ancora più lontana, patologia che è può essere accompagnata non di rado da allucinazioni, nausea, vomito, amnesie temporanee e perdita del senso della realtà.&lt;br /&gt;In questa fase la malattia è spesso accompagnata dall'altrettanto funesta Sindrome del Centralinista, scoperta nel 1976 da un équipe italo-francese, grave disturbo della personalità che induce il soggetto ad ascoltare per ore lo sfogo monotono di una donna lasciata dal suo uomo perché convinto in tal modo di poterla conquistare.&lt;br /&gt;L'analogia tra le due patologie è peraltro evidente: anche nel caso della Sindrome del Tassista si ha a che fare con un radicato disturbo della personalità che induce erroneamente il soggetto a ritenere che le donne si innamoreranno di lui per via della sua grande gentilezza e disponibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, anche una volta individuata con sicurezza, la sindrome rimane assai difficile da sconfiggere, proprio a causa della sua connotazione psichica.&lt;br /&gt;Molti pazienti infatti semplicemente rifiutano di riconoscere la propria malattia, ritenendosi solo persone un po' più gentili della media, ma che per il resto conducono una vita perfettamente normale. Alla richiesta di spiegare se sia normale che ogni giorno riaccompagnino a casa la ragazza di un altro, seguono spesso reazioni molto drammatiche: sputi, insulti, attacchi di panico, crisi di pianto, aggressioni, attacchi di depressione, persino gravidanze isteriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non curata adeguatamente, la sindrome può avere effetti devastanti sulla psiche del malato. I rischi più seri riguardano la sfera dei rapporti sociorelazionali del soggetto colpito, compromessi dalla sua visione gravemente distorta della realtà che lo spinge a credere che i suoi atteggiamenti di gentilezza saranno apprezzati e premiati come meritano.&lt;br /&gt;Recenti indagini sociologiche svelano invece come questa convinzione risulti assolutamente agli antipodi rispetto a quanto avviene nella realtà: 4 donne su 10 si dicono felici di andare a prendere e riportare ogni sera il loro ragazzo che abita a 35 Km di distanza e non prende mai la macchina per paura di ammaccare il paraurti; 7 donne su 10 dichiarano infine di aver capito veramente quanto erano amate dal loro partner dopo essere state abbandonate per strada di notte all'altro capo della città nel corso di un normale litigio di coppia (fonte: ANSA).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-2155928824132095120?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/2155928824132095120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=2155928824132095120' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2155928824132095120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2155928824132095120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/03/inchiesta-la-sindrome-del-tassista.html' title='Inchiesta: la Sindrome del Tassista'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1709983075535613214</id><published>2008-02-27T00:45:00.005+01:00</published><updated>2008-02-27T01:27:19.727+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><title type='text'>Se ti stampano il biglietto da visita ma non hai ancora firmato un contratto...</title><content type='html'>Piccole stranezze del mercato del lavoro attuale.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  Visto che il giornale per cui collaboro da diversi mesi è vivo e vegeto ed anzi prossimo all'esordio definitivo con il primo numero ufficiale (dopo 5 numeri zero era pure l'ora, ma si sa che la burocrazia italica non è fulminea!) appena tornato dalla Svezia l'editore mi ha proposto di diventare un collaboratore stabile della piccola agenzia da lui aperta orora appositamente per curare la vendita di spazi pubblicitari sui suoi due mensili, ruolo che peraltro ben si sarebbe sposato con la mia onorevolissima ma aleatoria carica di Responsabile Marketing uno e trino.&lt;br /&gt;Visto che a quanto sembra non riesco a sfuggire al mondo dell'editoria ho deciso di accettare, anche perchè non mi dispiace affatto mantenere il contatto con il mondo del lavoro, magari anche in maniera remunerativa, o almeno parzialmente tale.&lt;br /&gt;Per la verità gli aspetti retributivi sono alquanto poco chiari: dopo una confusa proposta che menzionava rimborsi spese, fissi mensili e provvigioni si è deciso di riprendere la questione con più calma, in un secondo momento. Va da sé che si tratterebbe di una retribuzione "ufficiosa", ovvio.&lt;br /&gt;E come formalizzare il tutto? Con un bel contratto di stage, provvidenziale tana libera tutti che consentirebbe a me di ottenere un prezioso pezzo di carta per poter dire in qualsiasi momento "Io c'ero", e all'agenzia di non assumere alcun obbligo di retribuzione ufficiale nei miei confronti, contributi compresi. Ma anche qui non sembra esserci particolare fretta: se ne riparlerà in futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi non c'è troppo da stupirsi se già il secondo giorno ho trovato sulla scrivania un bel malloppetto di biglietti da visita con sopra il mio nome affiancato alla roboante carica di Marketing Manager, visto che con la mia laurea in Marketing e Pubblicità paradossalmente sono più titolato del mio capo (!).&lt;br /&gt;Ed a fugare i miei dubbi sulla stranezza di trovarsi ad agire in nome e per conto di una società con la quale non si ha alcun rapporto formale (con la sola eccezione del biglietto da visita...) ci ha pensato il direttore responsabile della rivista, nonché migliore amico dell'editore, assicurandomi che in 4 anni di collaborazione non ha mai trovato alcuna difficoltà, nonostante non sia mai stato assunto.&lt;br /&gt;Meglio così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1709983075535613214?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1709983075535613214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1709983075535613214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1709983075535613214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1709983075535613214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/02/se-ti-stampano-il-biglietto-da-visita.html' title='Se ti stampano il biglietto da visita ma non hai ancora firmato un contratto...'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1857186634865418436</id><published>2008-02-18T16:17:00.007+01:00</published><updated>2008-02-18T20:44:36.760+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Postmodernità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Tutta un'altra musica</title><content type='html'>Da più di un anno a questa parte sono diventato uno dei più accaniti profeti di BitTorrent.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho sempre detestato eMule, per il semplice fatto che non sono mai riuscito a configurarlo, disorientato da quella miriade di porte, server, numeri e sigle che vanno definite non si sa bene come. Non sono mai riuscito a scaricare un solo byte, motivo per cui ho sempre cancellato il programma al massimo mezzora dopo averlo installato, in preda ad un furioso attacco omicida.&lt;br /&gt;BitTorrent invece è il protocollo più user friendly che esista: basta scaricare un client, meglio ancora se quello ufficiale che permette una miriade di utilissime operazioni, lanciare uno di quei microscopici file dalla buffa estensione .torrent, incrociare le braccia e sedersi in ciabatte a godersi l'aumento percentuale del download minuto per minuto, visto che BitTorrent, tra i tanti suoi pregi, include anche una notevole rapidità. Tutto qua, non c'è nessun complicato settaggio da fare, non bisogna essere ingegneri informatici o geniali adolescenti socialmente emarginati: pensa a tutto lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica piccola complicazione, rispetto ad eMule, riguarda la possibilità di rintracciare ciò che si vuole: non c'è nessun motore di ricerca interno al programma (o meglio c'è, ma limitato al solo  esiguo database disponibile sul sito ufficiale), bisogna invece rintracciare su appositi portali online il file che stiamo cercando, operazione a volte non semplicissima ma che comunque finisce col dare alla fruizione un'ulteriore dimensione di sfida che probabilmente, a download ultimato, arricchisce la soddisfazione.&lt;br /&gt;Anche perché questa sembra essere oggi come oggi la tendenza più solida in quanto a p2p, motivo per cui il web ormai trabocca letteralmente di file .torrent indicizzati in maniera sempre più precisa, cosicché diventa sempre più probabile riuscire a trovare ciò che si cerca.&lt;br /&gt;Piace infine la connotazione fortemente democratica di questo sistema, visto che ciascuno agisce in pratica da server e da client simultaneamente, permettendo così di mantenere disponibile il file anche dopo che, una volta finito di scaricarlo, lo si rimuove dal programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è che è possibile accedere rapidamente ad un vastissimo patrimonio musicale (ma non solo) con grande rapidità e soprattutto con la certezza che ciò che si scarica corrisponde effettivamente a ciò che si desidera, cosa che con eMule non è sempre scontata.&lt;br /&gt;Ecco perché quando si parla di p2p mi permetto di sorridere in maniera fastidiosamente snob all'indirizzo del mio interlocutore dicendogli: "Non ci posso credere, usi ancora eMule? Ma fai come me, passa a  Torrent!", con un tono da granduca annoiato dalla banalità, rimpiangendo poi con affettata nostalgia i bei tempi svedesi, quando si scaricava a 1 MB al secondo grazie alle micidiali infrastrutture scandinave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dove voglio andare a parare?&lt;br /&gt;Sul fatto che se da un lato la smisurata disponibilità, rapidità (e gratuità) che ha assunto ormai la fruizione musicale costituisce una quasi miracolosa opportunità, dall'altro riduce e forse annulla del tutto quella piccola ritualità pagana che si celebrava ogni volta che si andava a comprare un compact disc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7nVvdk2RuI/AAAAAAAAAJo/YPY9EDvHFFU/s1600-h/429px-cd-rsvg.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7nVvdk2RuI/AAAAAAAAAJo/YPY9EDvHFFU/s400/429px-cd-rsvg.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168397058754103010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ricordo le attentissime pianificazioni economiche per riuscire a mettere da parte quelle due banconote da diecimila lire che significavano un nuovo cd nella collezione, le formidabili battaglie nella mia testa per stabilire quale disco dovesse avere la precedenza sugli altri nella classifica d'acquisto, i pomeriggi interi passati al mitico negozio di dischi SPQRecords studiando cosa c'era di nuovo, valutando i dischi in offerta (a volte molto più interessanti di quelli a prezzo pieno) entrando spesso con il dubbio tra due dischi diversi e finendo magari con l'acquistarne un terzo.&lt;br /&gt;Ricordo il piacevole scartocciamento della confezione, la lettura del libretto facendo ben attenzione ad estrarlo e riporlo senza rovinarne le pagine, l'ascolto attento delle prime tracce, il riascolto della canzone più bella per 3 o 4 volte di fila, lo stupore dei miei amici quando raccontavo che in vita mia (cioè negli ultimi tre anni!) avevo acquistato almeno 70 od 80 dischi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo quando decisi che avrei comprato tutta la discografia dei Police, al ritmo di un cd ogni due settimane, l'emozione quando sentii per la prima volta le note di "Walking On The Moon" uscire dallo stereo, la soddisfazione di avere finalmente tutti e sei i dischi nelle mie mani sognando di ritrovarmi un giorno a suonarla su un palco, quella musica geniale, senza immaginare che un giorno sarebbe successo davvero. Ricordo la malinconia quando trovai a Vienna l'introvabile cofanetto quadruplo a tiratura limitata "Message In A Box" ma non avevo abbastanza soldi per acquistarlo, e invece lo stupore quando incredibilmente pochi mesi dopo lo trovai placidamente esposto in un un negozietto al centro di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che la discografia dei Police sia una delle poche cose che acquisterei anche oggi, se non altro come atto di profonda e dovuta gratitudine verso tre persone senza le quali non potrei fare una delle cose a cui tengo di più.&lt;br /&gt;Ma tutto il resto è un fiume di bit che arriva direttamente nel mio capiente hard disk, appositamente acquistato, grazie a pochi sapienti click: la funzionalità è strepitosa, le possibilità vastissime, la soddisfazione garantita; manca però quella genuina ritualità di cui vi parlavo.&lt;br /&gt;Se è vero che negli ultimi mesi ho potuto arricchire enormemente la mia cultura musicale confrontandomi con una miriade di generi ed artisti differenti, ci sono però tonnellate di brani che giacciono in un angolo del mio hard disk ancora inascoltati, semplicemente perché ne ho così tanti che non sono riuscito ad ascoltarli tutti. Niente di tragico, ma mi sembra comunque una mancanza di rispetto verso un qualcosa, la musica, che voglio continui sempre ad avere un posto speciale nella mia vita, anche se non sarà mai il mio lavoro.&lt;br /&gt;Credo che questa stato di cose sia comunque complessivamente migliore rispetto al precedente perché apprezzo tantissimo il modo in cui la tecnologia può semplificare ed arricchire la nostra vita; però quando l'altro giorno ho fatto un salto da SPQRecords per dare un'occhiata come ai vecchi tempi e ho scoperto che ora al suo posto c'è una profumeria ci sono rimasto davvero male.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1857186634865418436?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1857186634865418436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1857186634865418436' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1857186634865418436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1857186634865418436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/02/tutta-unaltra-musica.html' title='Tutta un&apos;altra musica'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7nVvdk2RuI/AAAAAAAAAJo/YPY9EDvHFFU/s72-c/429px-cd-rsvg.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8552226186972041711</id><published>2008-02-15T00:40:00.006+01:00</published><updated>2008-02-15T19:42:56.069+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><title type='text'>Caffeina</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Martedì&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;08.30 - Sveglia di buon'ora, considerando le mie abitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.25 - Arriva Alessandro, un po' in ritardo, e parte un'interminabile sfilza di telefonate in cerca del miglior preventivo per lo striscione da mettere sul palco ai concerti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.06 - Sosta tecnica. Arriva il caffè, accompagnato da amaretti e cuor di mela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.37 - Accordo raggiunto: pvc leggero, 150x50 cm, 6 occhielli a 50,00 €. Senza dubbio un furto, ma è il più a buon mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.00 - Aggiornamento MySpace dei Driven To Tears: i contatti sono aumentati del 50% in due giorni. Merito della demo ascoltabile sul sito, ma soprattutto dello spamming intensivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.09 - Studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17.58 - Pausa caffè. Inviate altre 40 richieste di amicizia a donne tra i 18 e i 25 anni entro 5 km da Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18.16 - Studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22.02 - Prove dei Driven To Tears in vista del ritorno sulla scena di Domenica. Su "Canary In A Coalmine" parte un'inspiegabile esaltazione che ci fa agitare non poco e rende la temperatura della sala, già inspiegabilmente alta, ancor meno sopportabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7TW6dk2RsI/AAAAAAAAAJY/DU13kpsADeI/s1600-h/chicchi-caffe-tostati.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7TW6dk2RsI/AAAAAAAAAJY/DU13kpsADeI/s400/chicchi-caffe-tostati.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166990972360738498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mercoledì&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;00.07 - Prove concluse. Ne servirà comunque un'altra prima del concerto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;00.48 - Caffè tattico prima dello studio. Per limitare la gastrite aggiungo un po' di latte scremato e poi rubo qualche amaretto dal barattolo in cucina. Ai giornalisti racconterò che avevo bisogno di qualcosa di basico come accompagnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01.10 - Studio matto e disperatissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;03.28 - Gli occhi stanno per chiudersi, nonostante l'apporto energetico della caffeina. Due orette di sonno ristoratore non saranno certo un crimine!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;05.30 - Sveglia. Dovrei ripassare, ma stare sotto le coperte a sentire la replica di "Deejay chiama Italia" è molto più piacevole...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;07.22 - Esco di casa, in palese ritardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;08.03 - Scalo tecnico al Torrino, sempre in palese ritardo, per dare un passaggio ad Elisa. Anche lei deve verbalizzare "Immagine e Comunicazione Istituzionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.00 - La verbalizzazione è stata inspiegabilmente spostata al giorno dopo, senza preavviso. Elisa se la prende molto e per consolarla le offro un caffè al nostro bar di fiducia. Approfitto anche per eseguire il rituale del cappuccino propiziatorio, indispensabile per la buona riuscita dell'esame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.25 - Elisa se ne torna a casa, io invece riprendo il mio convulso ripasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.04 - Esame di "Comunicazione Organizzativa". Dopo un'ottima partenza il professore comincia a fare domande che non  sembrano troppo chiare: decido di tornare a Giugno per fare lo scritto, visto che mi hanno detto tutti che è semplicissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.22 - Torno al bar. Un tramezzino ai funghi ed un caffè macchiato sono il mio pranzo frugale, peraltro abbastanza in anticipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11.41 - Incontro Mery e Matteo, gli altri reduci dalla Svezia: vederli a due passi dal Cupolone è una strana sensazione. Li accompagno volentieri a prendere un caffè, anche se l'ho appena preso. Restiamo d'accordo che ci vedremo la sera a cena, poi riprende il ripasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.15 - Appello di "Teologia Morale". L'esame procede con una lentezza esasperante e per stemperare la tensione prendo un caffè macchiato al distributore, ma le asticciole per girare sono finite, dunque mi tocca berlo mezzo amaro e mezzo dolcissimo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.20 - Approfittando di una pausa, vado a pagare di nuovo il parcheggio: alla fine della giornata avrò speso 8,00 € di sosta, ma Veltroni probabilmente cercherà di assestare il bilancio comunale prima di dimettersi, quindi meglio non rischiare multe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.56 - Esame di "Teologia Morale" (!). Le domande sono: le fonti del giudizio, la norma morale, il rapporto tra opzione fondamentale ed opzioni categoriali. Accetto incredulo il 28 propostomi con grande soddisfazione e ricevo strette di mano dagli astanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.21 - Festeggio in solitudine al bar con un caffè macchiato: certi 28 valgono più di un 30 e lode.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.43 - Visto che ho ancora un'oretta di sosta pagata, mi parcheggio davanti alla Mondadori di via Cola di Rienzo. "Ristorante al Termine dell'Universo" di Douglas Adams è esaurito, così opto per una raccolta di racconti di Aldous Huxley.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18.39 - Rincasando trovo il caffè appena fatto da mia sorella. Ottimo tempismo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21.30 - A cena da Mery. Menzione speciale per i fusilli allo zafferano con pollo e pomodorini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7Thk9k2RtI/AAAAAAAAAJg/lpCs6OfzrT8/s1600-h/cut2.caffe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7Thk9k2RtI/AAAAAAAAAJg/lpCs6OfzrT8/s400/cut2.caffe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5167002697621456594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovedì&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.10 - Sveglia comoda. Riposo meritato, tutto sommato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12.25 - Meno male. Il blocco del traffico è per le targhe dispari: posso prendere la macchina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13.03 - Un cappuccino con biscotti non si rifiuta mai, soprattutto se ad offrirlo è una mamma...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14.28 - Con metà delle auto ferme, guidare per Roma è un vero piacere. In giro si vedono solo ausiliari del traffico con le loro buffe pettorine fosforescenti intenti ad appuntare targhe incriminate: per il suo ultimo giorno da sindaco Veltroni deve aver ordinato un'offensiva memorabile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15.16 - Verbalizzato finalmente "Immagine e Comunicazione Istituzionale". Mi concedo uno spuntino al solito bar: torta crema e pinoli e il consueto caffè macchiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16.07 - Ripasso alla Mondadori, poi già che ci sono vado all'inaugurazione di un nuovo lounge bar lì accanto. Il barista, gentilissimo, insiste per offrirmi un caffè e alla fine accetto: ho perso il conto di quanti ne ho bevuti in questi ultimi due giorni, ma un caffè non si rifiuta mai!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8552226186972041711?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8552226186972041711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8552226186972041711' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8552226186972041711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8552226186972041711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/02/caffeina.html' title='Caffeina'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R7TW6dk2RsI/AAAAAAAAAJY/DU13kpsADeI/s72-c/chicchi-caffe-tostati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8587508877415176808</id><published>2008-01-31T17:08:00.000+01:00</published><updated>2008-01-31T17:57:20.642+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><title type='text'>Ritorni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storicamente Gennaio è il mese dei ritorni, non c'è che dire. Passate le vacanze, ci si rituffa nel tran tran quotidiano con quel particolare entusiasmo di ogni periodo che è appena iniziato. La convenzione del calendario è utilissima per motivare tutti quei nuovi progetti che si hanno in mente ma che in un altro momento dell'anno non troverebbero quel bell'entusiasmo che solo un cambio di data riesce a dare.&lt;br /&gt;E' bello quando si hanno tante belle cose da fare. Dopo 4 mesi divertenti ma monotoni in una nazione organizzatissima ma poverissima di iniziative ed idee, poter finalmente tornare a Roma è davvero una grande gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno in patria è una sensazione strana, ha qualcosa di Vincent Vega e qualcos'altro di Gibran K. Gibran. Così come per il killer di Pulp Fiction, tutti gli amici sono ben curiosi di sapere cos'è successo, cosa si è vissuto, conoscere tutte "le piccole differenze" che sommate insieme sono un'unica grande differenza. Certo, quattro mesi a Karlstad non sono come quattro anni ad Amsterdam, ma bastano per ridere di gusto su tutto ciò che ci distingue da un popolo così avanti e così indietro rispetto a noi.&lt;br /&gt;Ma un ritorno in patria è un'esperienza anche terribilmente seria, pur nella sua semplicità, perché definitiva e densa di un vissuto che si congelerà in un momento ben preciso, senza un'autentica possibilità di interagire con tutto ciò che seguirà. Capisco bene le sensazioni del Profeta di Gibran, pervaso da una struggente gioia all'idea di riabbracciare la sua identità ma anche sorprendentemente malinconico al pensiero di dover lasciare quelle persone e quei luoghi che lo avevano accolto diventando in qualche modo la sua seconda patria. In fondo un'amicizia a tempo determinato non è meno vera solo perchè avrà una durata predeterminata, e tutte le lacrime che ne seguono possono davvero essere sincere, anche se è una malinconia destinata ad essere surclassata dalle emozioni del ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè in effetti passati quegli ingombranti giorni di amarezza prima e di stordimento poi, la gioia di rituffarsi nella propria vita, dopo essersene inventata una diversa per qualche mese, è autentica. Amici, strade, pietanze, luoghi, odori, colori: è stupendo vedere che tutto è rimasto uguale, o magari è anche un po' migliorato. Soprattutto, è stupendo riprendere a fare ogni cosa dal punto in cui la si era lasciata, scoprendo che ognuno ci aveva aspettato con molta pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così un solo ritorno si divide in tanti ritorni diversi: si riparte col giornale, si riparte con l'università, per giunta in un'intrigante rincorsa per recuperare gli esami perduti per strada, si riparte anche con i Driven To Tears, per una nuova stagione di concerti tributo ai Police.&lt;br /&gt;Visto che in fondo gli stessi Police sono tornati di nuovo, anzi, non se ne sono mai andati: il tour celebrativo che doveva esaurirsi in pochi mesi si è allungato a dismisura, almeno fino alla prossima Estate. E a noi certo non dispiace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico ritorno davvero difficile è stato quello sul web, per colpa di Telecom Italia. Dieci giorni per far partire il cambio di piano tariffario, altri dieci per levare la pagina di registrazione che assurdamente bloccava la navigazione, un'altra settimana per risolvere un guasto di linea di zona.&lt;br /&gt;Ma alla fine eccoci qua.&lt;br /&gt;In Svezia problemi simili si sarebbero risolti in mezza giornata, ma non mi voglio lamentare: questa è l'Italia, che mi fa arrabbiare terribilmente ma che non cambierei con nessun altro paese al mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8587508877415176808?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8587508877415176808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8587508877415176808' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8587508877415176808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8587508877415176808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2008/01/ritorni.html' title='Ritorni'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1628209455856719070</id><published>2007-12-10T02:33:00.000+01:00</published><updated>2007-12-28T02:17:10.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>10 cose da fare assolutamente appena tornato a Roma</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Lettura integrale dell'ultima Gazzetta dello Sport fresca di stampa, inclusa la pagina dell'ippica;&lt;br /&gt;2) Un cappuccino come si deve di primo mattino a stomaco vuoto, accompagnato da un cornetto alla Nutella;&lt;br /&gt;3) Tre giri completi del raccordo;&lt;br /&gt;4) 40 minuti di slap bass selvaggio durante la pennichella del vicino;&lt;br /&gt;5) Visione integrale del TG4 pomeridiano;&lt;br /&gt;6) Biliardata assassina in notturna al meglio dei 9 incontri, rigorosamente all'italiana;&lt;br /&gt;7) Una Quattro Stagioni formato famiglia a domicilio con supplì, crocchetta, filetto di baccalà e 6 olive ascolane;&lt;br /&gt;8) Tombolata infame con gli amici più stretti, con a seguire Mercante in fiera, Sette e mezzo e Trivial Pursuit;&lt;br /&gt;9) Shopping suicida in Via del Corso il pomeriggio della vigilia;&lt;br /&gt;10) Tripla bomba al nocciolatte alle 4 del mattino da "La Dolce Notte".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1628209455856719070?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1628209455856719070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1628209455856719070' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1628209455856719070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1628209455856719070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/12/10-cose-da-fare-assolutamente-appena.html' title='10 cose da fare assolutamente appena tornato a Roma'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8122899524452294379</id><published>2007-11-30T04:51:00.001+01:00</published><updated>2007-12-01T05:07:24.479+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>La questione olandese - Breve saggio di sociologia interculturale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra la moltitudine di popoli in cui ho avuto occasione di imbattermi, gli olandesi certamente hanno delle caratteristiche che li rendono davvero particolari.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diversamente, ad esempio, dagli spagnoli, perennemente in isterica oscillazione tra chiassosa festosità e noiosa apatia, dai francesi, pedantemente stilosi e acidamente leali, dai tedeschi, fieramente autoreferenziali ma tendenzialmente aperti e rispettosi, dagli italiani, ridondanti di sé stessi eppure solitamente generosi oltre il dovuto, gli olandesi sembrano sposare, almeno a prima vista, quella certa riservatezza tipicamente continentale con un'insospettabile affabilità, derivante probabilmente dal loro essere, in fin dei conti, un popolo di mare.&lt;br /&gt;Sofisticati ma alla mano, se si volesse cercare di descriverli in poche parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, come tutte le prime impressioni anche questa finisce presto col rivelarsi, se non errata, per lo meno alquanto incompleta.&lt;br /&gt;Perché in effetti quando si parla di olandesi si corre il rischio di generalizzare, mentre invece è di vitale importanza distinguere tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GLI &lt;/span&gt;olandesi e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE &lt;/span&gt;olandesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R1DcL0OkRYI/AAAAAAAAAHE/pJzjc2AV77Y/s1600-R/Prinsvlag.GIF"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R1DcL0OkRYI/AAAAAAAAAHE/T1JJaM2nmrU/s400/Prinsvlag.GIF" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138849270386148738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GLI &lt;/span&gt;olandesi sono generalmente delle persone di notevole fiducia. Contrariamente al pregiudizo comune, sono persone assai discrete e rispettose degli spazi ma comunque generose e disposte ad aiutare se viene richiesto il loro supporto. Forse poco inclini ad organizzare eventi e situazioni in prima persona, essi si lasciano comunque coinvolgere ben volentieri in iniziative altrui e risultano di solito di buona compagnia. Generalmente persone educate e con le quali è relativamente facile condividere gli spazi, talvolta sorprendono persino con piccole premure e gentilezze gradite. Il fatto di vivere in un paese piccino e piuttosto avanzato sul piano organizzativo e gestionale, per di più collocato nel cuore dell'Europa, li rende persone scevre da pregiudizi macroscopici e discreti fautori di un costruttivo europeismo.&lt;br /&gt;Tutto questo, precisando che si tratta comunque di impressioni personali raccolte su un numero alquanto esiguo di olandesi, li rende di fatto persone piuttosto gradevoli, con alcune delle quali non è un'esagerazione scomodare il termine "amicizia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LE &lt;/span&gt;olandesi si presentano in maniera davvero simile. Il primo impatto è, solitamente, una piacevole chiacchierata di una ventina di minuti che si conclude in maniera molto amichevole, magari con i due famosi bacetti sulle guance che in Olanda indicano più intimità che in Italia, dove di solito due bacetti non si rifiutano neanche ad una persona conosciuta la sera stessa.&lt;br /&gt;Se però una mattina incontrate all'università quella graziosa olandesina con cui la sera prima durante la festa avete chiacchierato e ridacchiato in maniera sincera e spensierata e vi avvicinate sorridendo per salutarla con i due famosi bacetti che in Italia, come si è detto, non si rifiutano mai, vi accorgerete che lei resterà impalata scoraggiando il vostro tentativo, vi saluterà distrattamente e continuerà a fare quello che stava facendo prima, apparentemente del tutto disinteressata ad avviare la benché minima conversazione.&lt;br /&gt;Allo stesso modo è perfettamente possibile che, durante un'altra festa, essa non vi risponda minimamente quando le passate davanti salutandola cordialmente, ma mezzora dopo venga a darvi un sensuale bacio, sulla guancia ovviamente, perché avete appena messo la sua canzone preferita (che di solito è un orribile brano techno-house in tedesco). In pratica è come se essa mostrasse, alternativamente ed imprevedibilmente, due volti completamente opposti, l'uno affabile ed amichevole, l'altro scostante ed altezzoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un'approfondita analisi sociologica posso affermare con certezza che questo singolare comportamento è da ritenersi tipico della donna olandese, e solo suo, in quanto riscontrato in tutte, ma proprio tutte, le olandesi che ho conosciuto e, viceversa, in nessun'altra donna che non sia olandese.&lt;br /&gt;La motivazione di tale bizzarro comportamento deriva semplicemente dal fatto che le olandesi, di base, se la tirano come più non si potrebbe.&lt;br /&gt;Ed hanno di che tirarsela. Altroché. Il destino beffardo ha voluto schiaffare tutte le migliori olandesi in un edificio collocato all'esatto capo opposto della città rispetto al campus, situazione che rende il contatto con esse ristretto praticamente ai soli esclusivi party organizzati, di solito, una volta a settimana. Tacitamente, si ritiene riuscito il party organizzato al campus se vi prende parte anche la compilation di bellezze &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oranje &lt;/span&gt;al completo: vuol dire che il tema della serata era abbastanza accattivante da invogliarle ad attraversare tutta la città per parteciparvi, anziché spostarsi di appena un paio di chilometri per andare in una discoteca in centro. Se questo non accade, si ha sempre di sottofondo la sgradevole sensazione che la festa non sia perfettamente riuscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si considera che, oltre ad essere davvero affascinanti, queste donne sono anche grandi bevitrici (non vedrete mai un'olandese ad una festa senza una lattina di birra in mano), è facile arrivare alla conclusione che almeno mezza Europa, nel vero senso della parola, ci proverà con qualcuna di loro durante la serata.&lt;br /&gt;Infastidite e lusingate allo stesso tempo, queste graziose fanciulle si divertiranno nel lanciare segnali contraddittori ai malcapitati che ronzeranno loro intorno, mostrandosi per l'appunto prima affabili e poi scostanti. La loro viscerale diffidenza le porterà ad evitare accuratamente il maschio mediterraneo: e così, una volta relegato il povero italiano nell'angolo della stanza a fare il DJ in una sorta di amaro "promoveatur ut amoveatur" ed evitato come la peste il marpione iberico di turno, rivolgeranno le movenze sexy del loro bacino all'indirizzo di etnie continentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla ha fatto notizia, Venerdì scorso, come il bacio in mezzo alla pista di una di loro (deliziosa bionda alta 1.80, tipico esempio di bellezza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;oranje&lt;/span&gt;) con il tedesco di turno: respiri trattenuti, stupore diffuso e persino diverse foto scattate per immortalare la scena, giacché pochi sapevano che era da poco tornata single.&lt;br /&gt;La novità getta un certo scompiglio; non stupisce quindi che, l'altro ieri, in occasione di una festicciola infrasettimanale, sia partito l'approccio esplicito da parte di un francese, peraltro con metodologie alquanto innovative che vale la pena di analizzare dettagliatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è noto, alle olandesi piace bere, e non poco. Il francese decide di sfruttare questo potenziale punto debole per rendere più vulnerabili le reticenze della stangona, e le propone subito un'intrigante scommessa: chi fa prima a bere un bicchiere di vino rosso tutto d'un fiato è autorizzato a dare 10 ceffoni all'altro, come e quando vorrà. Va detto, per dovere di cronaca, che il vino in questione era il famigerato Castillo De Gredos, micidiale vino spagnolo in cartone tragicamente simile, per sapore e retrogusto, ad una partita di aceto scaduto vecchia di 13 anni, fattore che aumenta ulteriormente la difficoltà della sfida. La competizione termina al fotofinish, con vittoria finale assegnata d'ufficio all'olandese, che si riserva il diritto di schiaffeggiare l'avversario in un secondo momento.&lt;br /&gt;Ormai ubriachi fradici, i due iniziano ad inseguirsi per tutto il corridoio tirandosi pezzi di torta all'ananas (il che è un bene, perché la torta in questione è davvero immangiabile, malgrado sia senz'altro eticamente discutibile il fatto di giocare con del cibo), peraltro assiduamente ripresi dal sottoscritto in uno dei video più significativi da quando si trova qui.&lt;br /&gt;Terminate le ostilità non senza danni (lui ha inalato ananas attraverso le narici, lei ha crema ovunque nei capelli), il francese decide bene di rinfrancarsi con una banana ristoratrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scatta subito la nuova sfida: se lui non mangerà anche tutta la buccia (!), lei potrà dargli altri 10 schiaffoni. Lui ci pensa un po' e rilancia: se mangerà la buccia potrà baciarla 10 volte. Lei accetta, a condizione che mangi la buccia in soli 3 bocconi.&lt;br /&gt;Lui ci pensa ancora un po', e alla fine cade nella trappola: mangia tutta la buccia senza fare una piega.&lt;br /&gt;Tralasciando il fatto che una buccia di banana è probabilmente uno dei cibi meno salutari che ci siano (vuoi per la composizione della stessa, vuoi per la collezione pressoché completa di microbi e batteri che la popolano), la buccia di banana, per fortuna almeno priva di picciolo, ha un impatto devastante sullo stomaco del transalpino, che passa almeno mezzora a ingurgitare acqua per facilitarne l'assimilazione, arrivando quasi a rischiare la squalifica da parte dell'inflessibile olandese.&lt;br /&gt;Quando di lì a poco quest'ultima, conclusa la festa, infila il cappotto per tornare a casa, con le residue forze lui si presenta boccheggiando per reclamare il primo dei baci pattuiti. Lei acconsente, e i due si lanciano in un'appassionata slinguazzata internazionale davanti agli occhi meravigliati degli astanti, che in fondo non credevano sarebbe successo veramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indomani, cioè ieri sera, ci si ritrova tutti felicemente in discoteca, poiché come saprete il Giovedì gli studenti entrano gratis: mancano però proprio loro, le olandesi, che poche ore dopo partiranno alla volta di Helsinki. Soltanto lei, di ritorno dallo stadio dell'hockey, passa a fare un saluto rapido, senza neanche togliersi la giacca.&lt;br /&gt;Come da copione, lui si avvicina per salutarla.&lt;br /&gt;Come da copione, lei lo tratta con sufficienza e quasi non gli rivolge la parola. Di baci, neanche a parlarne. Di lì a poco se ne torna a casa.&lt;br /&gt;A questo punto lui, sempre più disorientato, pensa bene di mandarle un messaggio ma si sbaglia e, per un assai oscuro motivo, lo manda a me (!). Il messaggio recita: "Hey, mi dispiace che sei andata via. Fai buon viaggio in Finlandia. Un bacio" (NdA: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il testo è stato tradotto dall'inglese per facilitarne la comprensione&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;al lettore medio&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;Senza dubbio il peggior messaggio da mandare in una situazione del genere, più che mai se lei è olandese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaramente, per correttezza l'ho avvisato dell'errore riguardo all'invio del messaggio. Non ci è dato sapere, per il momento, come andrà avanti questa storia.&lt;br /&gt;Quasi sicuramente, però, lui si starà ancora riprendendo dall'intossicazione alimentare, e quasi sicuramente quel bacio galeotto avrà scatenato in lui un temporale ormonale che lo porterà a svendere nuovamente la sua dignità di uomo non appena si presenterà l'occasione.&lt;br /&gt;Lei invece con tutta probabilità se ne starà ora spaparanzata in una camera d'albergo finlandese a ridere a crepapelle con le altre olandesi di quel deficiente che due sere prima pur di baciarla si è mangiato un'intera buccia di banana.&lt;br /&gt;Cornuto e mazziato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8122899524452294379?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8122899524452294379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8122899524452294379' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8122899524452294379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8122899524452294379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/11/la-questione-olandese-breve-saggio-di.html' title='La questione olandese - Breve saggio di sociologia interculturale'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/R1DcL0OkRYI/AAAAAAAAAHE/T1JJaM2nmrU/s72-c/Prinsvlag.GIF' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-2648519021859227403</id><published>2007-11-15T01:15:00.001+01:00</published><updated>2007-11-21T10:08:44.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Questa pazza, pazza Danimarca...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per uno strano scherzo del destino, malgrado il nostro italiano si trovi in Svezia da tre mesi, le vicende della sua ultima settimana sono legate a doppio filo alla Danimarca. Andiamo con ordine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rz9BDJ0g_iI/AAAAAAAAAGQ/xEHGPglA770/s1600-h/185px-Danimarca-Bandiera.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rz9BDJ0g_iI/AAAAAAAAAGQ/xEHGPglA770/s400/185px-Danimarca-Bandiera.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133893622657252898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ormai tempo di ritorni, i primi. La settimana scorsa la truppa degli italiani si è ridotta da 4 a 3 unità, a causa del rientro nel Belpaese di una campobassana che aveva giustappunto finito la parte estera della sua tesi. La settimana attuale invece è l'ultima per l'unico croato della situazione, il quale pensa bene di invitare i tre italiani superstiti a trascorrere un commovente weekend d'addio in quel di Copenhagen. E così, pronti via, i quattro affittano una Fiesta e se ne partono bel belli alla volta del regno di Margherita II.&lt;br /&gt;Il viaggio si articola in quattro tappe: Karlstad-Goteborg (guida l'altro italiano); pasto frugale; Goteborg-Helsingborg (guida il croato); Helsingborg-Helsingor, a bordo di un costosissimo traghetto. L'ultima tappa, Helsingor-Copenhagen in notturna, tocca giustappunto al nostro italiano, poiché a causa di una presunta discriminazione sessista verrà difatto impedito all'unica ragazza presente di guidare durante il viaggio di andata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto infuriare come un caimano il danese che regola il traffico in uscita dal traghetto con una manovra errata ma in fondo innocua, il nostro si ritrova alle prese con una sensazione stranissima: quella di guidare, dopo più di un mese dall'ultima volta, una macchina che non conosce affatto, in un paese in cui non è mai stato prima, senza sapere nemmeno dove andare di preciso.&lt;br /&gt;Eh già, perché a causa di un inspiegabile malinteso i quattro furbacchioni si sono in pratica dimenticati di prenotare un posto dove dormire. In mancanza di una meta precisa, si decide di tirare dritto per dritto fino a quando non si incontrerà un ufficio informazioni per turisti.&lt;br /&gt;La strategia ovviamente è totalmente folle, e difatti non stupisce che i quattro vaghino assolutamente a caso per la città per almeno una mezzora buona, prima di trovare finalmente, e assolutamente fortuitamente, l'agognato ufficio turistico. Che è ovviamente chiuso, visto che dopo le sei del pomeriggio qualsiasi forma di attività in Scandinavia si paralizza improrogabilmente.&lt;br /&gt;Le peregrinazioni riprendono finché grazie al cielo i quattro si imbattono in un maestoso (e costosissimo) ostello, che ha almeno il pregio di essere in pieno centro.&lt;br /&gt;La serata prevede un tour gastronomico per fast food (Burger King e KFC, per la precisione) e una furtiva passeggiata per il centro, prima che il torpore sopraggiunga ed i quattro amici decidano unanimemente di buttarsi sotto le pezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indomani, alzatisi di buon'ora, li attende la colazione più costosa della loro vita: circa 7 €uro per un cappuccino ed un fagottino al cioccolato. A quanto pare esiste al mondo un paese al cui confronto anche la costosa Svezia sembra avere prezzi stracciati: si chiama Danimarca.&lt;br /&gt;Il Sabato consiste, ovviamente, in una micidiale passeggiata per il centro della città, stupenda e zeppa di meraviglie architettoniche, con una doverosa visita al monumento più sopravvalutato d'Europa: la statua della Sirenetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rz9AyJ0g_hI/AAAAAAAAAGI/pTGko-Vl3kc/s1600-h/sirenetta_copenaghen_danimarca.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rz9AyJ0g_hI/AAAAAAAAAGI/pTGko-Vl3kc/s400/sirenetta_copenaghen_danimarca.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5133893330599476754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarà che i nostri sono abituati ad essere circondati ogni giorno da un patrimonio artistico che non ha eguali al mondo, ma resta davvero difficile capire come mai il simbolo di una città bellissima e ricca di edifici magnifici sia una piccola statua di bronzo, neanche troppo raffinata, per di più collocata in una zona relativamente decentrata della città.&lt;br /&gt;A pranzo i quattro optano per un ristorantino italiano affacciato sul graziosissimo porto della città, ma appena seduti e aperto il menù scoprono con orrore che i prezzi sono davvero troppo, troppo alti. Mettendo da parte ogni minimo residuo di educazione decidono semplicemente di fuggire, per fortuna non visti dal proprietario. Si rifugeranno in una tipica trattoria danese poco distante per un pranzo a base di pesce, comunque costosetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pomeriggio prevede la visita alla famigerata Christiania, il controverso quartiere hippy di Copenhagen. Volendo trovare un paragone, si potrebbe azzardare che grossomodo Christiania sta a Copenhagen come lo scalo San Lorenzo sta a Roma: si tratta cioè esattamente del tipico quartiere che il nostro italiano detesta spontaneamente con tutto il cuore.&lt;br /&gt;Dopo una sosta tattica, che farà da spunto per due ore di pennichella a quattro di spade sul letto, i nostri eroi tornano in azione per una nuova passeggiata serale.&lt;br /&gt;La cena è caratterizzata da una curiosa sensazione di deja-vu: adocchiato un invitante ristorante cinese, i nostri entrano, scelgono il tavolo migliore, aprono il menu, si accorgono che i prezzi sono ancora più alti di quelli del ristorante italiano e, senza fare una piega, si alzano e se ne vanno, sotto lo sguardo incredulo del personale. Due volte nello stesso giorno, incredibile ma vero.&lt;br /&gt;La Domenica è caratterizzata da un paio di delusioni: dopo aver sfamato le papere del laghetto con del Toblerone (in mancanza d'altro...), i nostri provano prima a dedicarsi invano allo shopping nel caratteristico quartiere di Norrebro, dove ovviamente tutti i negozi sono chiusi, poi ad andare a vedere il celebre ponte di Malmo. Ma la strada non si trova, e alla fine spazientiti decidono di mettersi in marcia per tornare a Karlstad.&lt;br /&gt;Al nostro italiano Copenhagen è proprio piaciuta, ed anzi ad occhio e croce si direbbe proprio che la Danimarca abbia qualcosa in più della Svezia, almeno esteticamente parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornato alle ordinarie incombenze dopo la microvacanza, il nostro italiano è atteso dalla prima relazione per il nuovo corso che sta seguendo, "Sweden and Scandinavia in a European perspective". Si tratta di rispondere a tre quesiti riguardanti il rapporto tra i paesi del Nord Europa e l'Unione Europea.&lt;br /&gt;La prima domanda è una riflessione personale sulla compatibilità tra UE ed il controverso Consiglio Nordico, consorzio internazionale attivo dal 1952 di cui fanno parte Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda. Non osava sperare di meglio: da europeista convinto quale è, si lancia in un accorato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pamphlet &lt;/span&gt;di tre pagine incentrato sulla necessità che Norvegia ed Islanda entrino nell'Unione Europea.&lt;br /&gt;La seconda domanda riguarda la presunta fine e possibili ipotesi per la sopravvivenza del Consiglio Nordico all'indomani, o forse ormai dopodomani, della fine della Guerra Fredda. Fattibile.&lt;br /&gt;Ma è la terza domanda che ha dell'agghiacciante. E' richiesta una valutazione della politica estera nel biennio 2005/2006 indovinate di chi?&lt;br /&gt;Della Danimarca. Ovvio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro è perplesso. Non è ovviamente un esperto di politica internazionale, e malgrado abbia letto con attenzione ed interesse tutte le letture assegnate non ha molte idee in proposito. Ma gli sono rimaste solo un paio d'ore di tempo per terminare la relazione prima che inizi la lezione.&lt;br /&gt;Così scatta l' "operazione creatività". Poiché sembra francamente impossibile applicare i modelli teorici studiati alla situazione da analizzare, si procede con il cercare di interpretare i fatti nella maniera più innovativa possibile, nella speranza di avvicinarsi a dire qualcosa di almeno parzialmente plausibile.&lt;br /&gt;Così, partendo dallo spunto che la Danimarca è contemporanemante membro di ONU, NATO, Unione Europea e Consiglio Nordico (in pratica tutto ciò di cui può essere membro), tutte le azioni di politica estera danese vengono interpretate dal nostro italiano come un tentativo di mantenersi in equilibrio tra i ruoli molto diversi attesi dalla partecipazione a queste quattro associazioni che, com'è noto, hanno spesso interessi contrastanti.&lt;br /&gt;In quest'ottica, il celebre incidente diplomatico con il mondo islamico avvenuto nel Settembre 2005 a causa della vignette offensive su Maometto sarebbe da interpretare come l'inevitabile prezzo che la Danimarca ha dovuto pagare per aver cercato di tenere il piede in 4 staffe contemporaneamente.&lt;br /&gt;Tanto basta per arrivare a stiracchiare una paginetta di risposta.&lt;br /&gt;E poi chissà, magari qualcosa di plausibile c'è davvero!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-2648519021859227403?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/2648519021859227403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=2648519021859227403' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2648519021859227403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2648519021859227403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/11/questa-pazza-pazza-danimarca.html' title='Questa pazza, pazza Danimarca...'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rz9BDJ0g_iI/AAAAAAAAAGQ/xEHGPglA770/s72-c/185px-Danimarca-Bandiera.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3085166092564833202</id><published>2007-11-07T02:58:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T03:22:40.841+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>(S)HIT PARADE: le 10 cose più stupide che ho fatto da quando sono in Svezia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Aver offerto da bere ad una fiamminga (chiaramente non mi riferisco ad un vassoio, ma ad una donna);&lt;br /&gt;2) Aver ordinato ingenuamente il primo giorno un caffè senza sapere che la mia idea di caffè era tragicamente molto, molto diversa da quella degli svedesi;&lt;br /&gt;3) Aver cantato "La società dei Magnaccioni" a squarciagola durante la serata inaugurale dell'Erasmus, in rappresentanza della tradizione musicale nostrana;&lt;br /&gt;4) Aver cercato senza successo di ubriacarmi bevendo un'intera bottiglia di Baileys in poco più di un'ora (le cause dell'insuccesso rimangono avvolte nel più assoluto mistero);&lt;br /&gt;5) Aver tenuto il computer acceso per oltre 72 ore consecutive al solo fine di scaricare tutte le serie dei Simpson;&lt;br /&gt;6) Aver dato un fazzoletto con sopra scritto il mio numero sempre alla fiamminga (la quale dichiarerà in seguito di non sapere che fine abbia fatto quel fazzoletto);&lt;br /&gt;7) Aver passato una notte in bianco per un innocuo halva gruppen;&lt;br /&gt;8) Aver organizzato la Coppa del Mondo di Pro Evolution Soccer 6, mandando una mail informativa a tutti e 170 gli studenti stranieri;&lt;br /&gt;9) Aver invitato a cena una tedesca già impegnata con uno svedese;&lt;br /&gt;10) Aver prenotato l'andata con RyanAir.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3085166092564833202?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3085166092564833202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3085166092564833202' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3085166092564833202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3085166092564833202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/11/shit-parade-le-10-cose-pi-stupide-che.html' title='(S)HIT PARADE: le 10 cose più stupide che ho fatto da quando sono in Svezia'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-2267352258063568873</id><published>2007-10-15T15:22:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T16:56:59.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>L'incredibile favola di Steven Bradbury</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002 furono le terze ed ultime per Steven Bradbury, misconosciuto pattinatore australiano, ventinovenne e quindi ormai anzianotto, che in dodici anni di carriera aveva centrato solo un terzo posto nella staffetta 5000m ai giochi di Lillehammer '94, e poco più. Un palmares scarno, che in otto anni lo aveva lentamente trasformato da grande promessa dello short track ad outsider, stimato e rispettato, ma pur sempre outsider, destinato quindi a chiudere la carriera con l'ultima onorevole presenza ai Giochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è da meravigliarsi quindi che il pronostico lo desse per sfavorito già ai quarti di finale. E così fu: Bradbury agguantò il terzo posto all'ultima curva, però solo i primi due passavano il turno.&lt;br /&gt;Ma evidentemente quello era il suo giorno fortunato: il canadese Marc Gagnon, giunto primo, venne squalificato per una scorrettezza e Bradbury ripescato d'ufficio per le semifinali. Ancora non sapeva che i suoi giorni più fortunati dovevano ancora arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In semifinale il cammino era ovviamente ancora più difficile. Partito maluccio, Bradbury rimase in fondo per tutta la gara. Alla penultima curva divenne quarto per via di una caduta, ma per arrivare in finale serviva una specie di miracolo. Che puntualmente arrivò: all'ultima curva, mentre il primo filava indisturbato verso il traguardo, il secondo ed il terzo si ostacolarono a tal punto da cadere entrambi, spalancando a Bradbury le porte della sua prima finale olimpica individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in finale non c'era storia. Il titolo era già prenotato dal fortissimo Ohno, che oltre ad essere il più talentuoso aveva anche il vantaggio di giocare in casa; al doppiamente miracolato Bradbury spettava semplicemente di fare da comprimario per chiudere decorosamente, con una finale olimpica, la carriera da professionista. E difatti ancora una volta, complice una pessima partenza, il povero australiano si era ritrovato immediatamente ultimo. Ad una tornata dalla fine il suo imbarazzante svantaggio era di circa mezzo giro.&lt;br /&gt;Davanti invece, la battaglia per la vittoria era serratissima: ancora una volta sarebbe stata l'ultima curva a decidere. Ma in un modo che nessuno si sarebbe aspettato.&lt;br /&gt;Ohno sferrò una gomitata talmente forte da far cadere uno degli avversari, che lo trascinò tuttavia giù con sé innescando un'improvvisa carambola. Nel giro di due secondi erano tutti caduti a terra; tutti tranne il serafico Bradbury, che ebbe tempo a sufficienza per scavalcare tutti gli avversari in un sol colpo solo e cogliere indisturbato il primo oro della sua carriera, diventando inoltre il primo campione olimpico invernale proveniente dall'emisfero Sud.&lt;br /&gt;L'intera spassosa vicenda è stata raccontata dalla mitica Gialappa's in un esilarante video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-80d5518ecb9ee8c1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v22.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D80d5518ecb9ee8c1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331587320%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D419DEA396578700DF6CBF57785C9B20FEB53CE71.7B156B86EF5F0885362D3AEA8A344AAAAB611491%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D80d5518ecb9ee8c1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DCrT90GTUntO2N3_ees5Dgb3bIlw&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v22.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D80d5518ecb9ee8c1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331587320%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D419DEA396578700DF6CBF57785C9B20FEB53CE71.7B156B86EF5F0885362D3AEA8A344AAAAB611491%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D80d5518ecb9ee8c1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DCrT90GTUntO2N3_ees5Dgb3bIlw&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra una vittoria figlia esclusivamente della fortuna, in qualche modo da sminuire. Ma in fondo Bradbury non aveva dimostrato di essere stato comunque in qualche modo il più meritevole, per il semplice fatto di essere stato, a conti fatti, l'unico ad essere arrivato ogni volta al traguardo senza cadere né essere scorretto?&lt;br /&gt;A saperne un po' di più, si scopre che non c'è poi molto da ridere. Perché Steven Bradbury era stato fino a quel momento molto sfortunato. Esageratamente sfortunato. Addirittura aveva rischiato di morire in due gravissimi infortuni. In una caduta durante i mondiali del 1994 rimase ferito ad un'arteria femorale dalla lama di un pattino, perse 4 litri di sangue, ricevette 111 punti di sutura e fu costretto ad una riabilitazione di 18 mesi prima di ritornare a pattinare. Nel 2000, invece, durante un allenamento cadde fratturandosi il collo e fu costretto a rimanere immobile per ben 6 settimane. Questo spiega perché la grande promessa dello short track australiano non si fosse mai consacrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, forse, perché voleva esserci a tutti i costi a Salt Lake, per congedarsi con onore da uno sport a cui aveva dedicato la sua vita e che gli aveva restituito indietro pochissimo.&lt;br /&gt;Ed ecco anche perché la storia della sua vittoria, oltre ad essere indubbiamente divertentissima, è anche bellissima. E' come se il destino avesse deciso di sdebitarsi tutt'a un tratto negli istanti decisivi, dopo averlo fatto tanto ed a lungo soffrire.&lt;br /&gt;Una bellissima storia di onestà, perseveranza, tenacia, orgoglio, rispetto, passione e dedizione, superbamente ripagate con la massima soddisfazione che un uomo di sport possa ottenere. E poi il grande stile di non tornare sulle proprie scelte, ritirandosi dall'agonismo come campione olimpico, con grande eleganza.&lt;br /&gt;Grande Steven Bradbury. Una storia capace di far ridere e commuovere nello stesso momento non può che essere una grande storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-2267352258063568873?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=80d5518ecb9ee8c1&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/2267352258063568873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=2267352258063568873' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2267352258063568873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/2267352258063568873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/10/lincredibile-favola-di-steven-bradbury.html' title='L&apos;incredibile favola di Steven Bradbury'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-6505840975508426119</id><published>2007-10-10T22:10:00.001+02:00</published><updated>2007-10-11T00:13:10.693+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Non sparate sul DJ!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Approfittando del blitz a Roma, il nostro italiano si è riportato su in Svezia un bel po' di cose assolutamente indispensabili per la propria sopravvivenza: ad esempio strumentazione tecnicoscientifica di altà qualità, come la PlayStation Portable oppure i due joystick indispensabili per dare vita alla Coppa del Mondo di Pro Evolution Soccer 6, e ancora nostalgici lasciti della patria di nuovo abbandonata, ovvero lo storico bandierone tricolore acquistato all'indomani di Italia-Bulgaria, vittoriosa semifinale di Usa '94, che oggi, dopo essere stato protagonista del trionfo mondiale della scorsa Estate, campeggia orgogliosamente sulla parete della sua cameretta svedese, un po' sdrucito e smandrappato dal passare del tempo e dai gioiosi sventolamenti di ben 13 anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In mezzo ai libri, alle magliette da calcio, ai maglioni, alle sue adorate polo, ai 750g di caffè hanno trovato posto anche due curiosi oggetti, archiviati sotto la ben nota categoria "Non si sa mai, potrebbe sempre servire!": una scheda audio esterna ed un paio di bretelle. Due oggetti assolutamente indispensabili per chi va a studiare 4 mesi all'estero, tra l'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, egli non avrebbe mai creduto che, incredibilmente, sarebbero tornati assai utili addirittura il primo Venerdì successivo al suo ritorno. Eh già, perché il Venerdì in questione scatta niente di meno che l' "Eighties Party", ennesimo scatenato festone a tema dedicato ai nostalgici anni '80: ovviamente, abbigliamento e musica dovranno essere adeguati alla circostanza.&lt;br /&gt;Come sempre egli si presenta in splendida forma, con il suo inseparabile cappellino grigio e appunto le famose bretelle (un orribile regalo di una cara amica di sua madre, risalente a quando aveva circa dieci anni, indossato quella sera per la prima volta in vita sua) che, a detta di molti, gli danno un tocco irresistibilmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;eighties&lt;/span&gt;. Non pago, si mette a chiacchierare con il DJ brasiliano della serata il quale lo invita a mettere la musica insieme a lui, visto che il nostro, tra le tante cose, si trastulla da almeno quattro anni con ogni possibile tipo di software musicale. Così egli se ne va bel bello a prendere  il suo notebook (che è zeppo, fra le tante cose, anche di classici anni '80) e la sua scheda audio esterna, che di lì a poco si rivela indispensabile per connettere entrambi i computer all'impianto stereo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rw0-dq--buI/AAAAAAAAAE4/81VbvbDhOa8/s1600-h/dj.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rw0-dq--buI/AAAAAAAAAE4/81VbvbDhOa8/s400/dj.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119817030865678050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo inatteso ruolo di DJ precipita il nostro italiano in un inaspettato vortice di popolarità; per tutta la serata vienne assillato da una moltitudine di persone ubriache intente a porgli le richieste più strane: b-sides dei Clash, la colonna sonora di Grease, improbabili gruppi hip-hop tedeschi, addirittura computer music in stile Kraftwerk; il tutto, sempre e solo anni '80. Ovviamente ciascuno di loro rimane molto deluso dai desolati rifiuti che riceve. Ma lui rimane lì, incurante di tutto, a fare il suo lavoro.&lt;br /&gt;Anche le ragazze ora lo guardano in maniera diversa. La frigida finlandese, ad esempio, lo ricompensa con un appassionato bacio sulla guancia per aver messo "Material Girl" di Madonna, da lei tanto richiesta. Inoltre, la famosa fiamminga conosciuta nei primi giorni, che dopo la galeotta birra offertale si era sempre tenuta un po' a distanza, lo avvicina entusiasta per chiedergli il numero ed invitarlo a fare il DJ ai nuovi esclusivi party in programmazione. Addirittura egli riesce nell'impresa di invitare a cena un'affascinante bavarese, che di lì a poco scoprirà essere nella short list delle donne più desiderate di tutto il campus.&lt;br /&gt;Dopo aver rischiato il linciaggio per aver messo prima i Bee Gees, attribuiti dai puristi ai soli anni '70, e successivamente Bob Sinclair, snobbato dai più integralisti al grido di "Only music from the eighties, please!", il nostro fa ritorno felicemente sotto le pezze, stanco ma assai soddisfatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzatosi con comodo, il giorno dopo viene subito invitato dai suoi amici spagnoli ad una partita a pallone. Appena giunti, si contano e con stupore scoprono di essere appena in 4. Si decide così di coinvolgere nella partita anche alcuni simpaticissimi ragazzini di origine iraniana incontrati al campo. Scartata la suggestiva ipotesi di una sfida Spagna-Iran under 10, attraente ma indubbiamente alquanto iniqua, si decide di giocare a ranghi misti. Ma la sfida non decolla: dopo che il nostro italiano porta in vantaggio la sua squadra con un impossibile diagonale a porta sguarnita, l'infortunio di un norvegese viene preso a pretesto per sospendere la partita. Gli iraniani si disperdono delusi ed i tre superstiti si ritrovano malinconicamente a tirare calci di rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornato a casa amareggiato, egli si getta subito nella preparazione della cena. Con un'agghiacciante puntualità la stupenda bavarese si presenta alle 19.00 e 2 secondi, spaccando il millesimo di secondo e cogliendolo alquanto di sorpresa. La cena si rivela alla fine alquanto frugale, poiché nessuno dei due sembra avere molta fame: il menu comprende rigatoni con pesto e gamberetti, piatto forte del nostro sedicente chef, insalata verde gentilmente offerta dalla bavarese per ricambiare  l'ospitalità ed un corroborante espresso Danesi (ormai mi sono disabituato a chiamarlo caffè!). Dopo le consuete banali chiacchiere, la meravigliosa teutonica si volatilizza con la consueta rapidità spiegando che aveva già preso altri impegni, lasciando il nostro povero italiano con numerosi interrogativi riguardo all'enigmaticità dei suoi comportamenti.&lt;br /&gt;Ma in men che non si dica piove su di lui da parte del brasiliano un altro invito per una scatenata festa. Festa che in verità si rivela alquanto squallida se confrontata con la precedente, visto che di fatto quasi nessuno balla, ma ci si limita solo ad ascoltare. Se non altro, l'assenza di vincoli tematici lascia libero il ritrovato DJ di propinare al pubblico ciò che preferisce, e così stavolta Bob Sinclair viene accolto con piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminata la serata, il nostro italiano all'estero si ritrova con alcuni amici per una rilassante spaghettata notturna (come sempre, il compito di cucinare viene per qualche strano motivo assegnato agli italiani...). Il clima conviviale viene interrotto dalle gioiose urla di alcuni svedesi, stranamente ubriachi, fermamente intenzionati a gettare da un balcone del primo piano il loro televisore irreparabilmente scassato. Ne segue una gustosa litigata, tutta in svedese, tra i favorevoli ed i contrari al lancio; la spuntano questi ultimi, dopo aver minacciato di chiamare la polizia. Il lancio viene annullato, ma le polemiche non si fermano: rispunta anche la bavarese che, assai delusa per aver dovuto rinunciare ad assistere al lancio, per farsi consolare si rifugia tra le braccia di uno dei lanciatori, che effettivamente si rivelerà essere il suo tipo.&lt;br /&gt;Tutto questo confonde ancor di più le idee del nostro povero italiano. E' possibile stare con una persona ed accettare l'invito a cena di un'altra? Un invito a cena non dovrebbe essere di solito un segnale abbastanza esplicito? Possibile che sia più compromettente offrire una birra ad una belga piuttosto che offrire una cena ad una tedesca? O forse ogni paese ha differenti convenzioni sociali e schemi comportamentali?&lt;br /&gt;Di una cosa è sicuro. Ha odiato la bavarese con tutto il cuore per averlo costretto a cenare alle 7 di sera.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-6505840975508426119?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/6505840975508426119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=6505840975508426119' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/6505840975508426119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/6505840975508426119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/10/non-sparate-sul-dj.html' title='Non sparate sul DJ!'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rw0-dq--buI/AAAAAAAAAE4/81VbvbDhOa8/s72-c/dj.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-7781056116225968188</id><published>2007-10-01T22:20:00.000+02:00</published><updated>2008-01-31T17:59:01.821+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><title type='text'>Lettera d'amore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hai visto? Non ti ho mentito, sono venuto veramente a trovarti per qualche giorno. Anche se sono già dovuto ripartire, non puoi capire quanto sono stato felice di poter trascorrere un po' di tempo con te. Lo sai che ti adoro, mi sei mancata tantissimo da quando sono fuori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sei sempre stupenda, lo sai? Ti ho ritrovata meravigliosa esattamente come ti avevo lasciato. Sei troppo bella, anche se la mattina sei sempre di fretta, sempre di corsa, e a volte mi tratti pure male. Certi lunedì mattina sei proprio antipatica, sai?&lt;br /&gt;Però la sera sei diversa. Indossi sempre il tuo vestito migliore, sei simpatica, affettuosa, romantica, divertente, imprevedibile, nonostante mi sembri di conoscerti da sempre; sei sempre più bella. E poi nessuna potrebbe cucinare così bene come te!&lt;br /&gt;Ti giuro sono troppo innamorato di te. So che mi mancherai, fino a Natale, ma so che sarà ancora più bello ritrovarti. Ti amo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ti amo, Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RwFaCsGC79I/AAAAAAAAAEg/U09_sggdGFI/s1600-h/Roma.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RwFaCsGC79I/AAAAAAAAAEg/U09_sggdGFI/s400/Roma.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116469653912350674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-7781056116225968188?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/7781056116225968188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=7781056116225968188' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7781056116225968188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7781056116225968188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/10/lettera-damore.html' title='Lettera d&apos;amore'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RwFaCsGC79I/AAAAAAAAAEg/U09_sggdGFI/s72-c/Roma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-7968346800248668996</id><published>2007-09-27T17:30:00.000+02:00</published><updated>2008-01-31T17:59:54.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><title type='text'>Ubiquità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccezionale. Ieri ho fatto colazione a Karlstad, ho pranzato a Stoccolma, ho cenato a Roma. Nello stesso giorno sono stato in tre differenti città, la prima distante 300 km dalla seconda, entrambe distanti 2.500 km dalla terza. Nello stesso giorno ho interagito con persone che non saranno mai a conoscenza le une delle altre; ho attraversato per l'intera lunghezza lo spazio aereo di Danimarca, Germania ed Austria senza potermene accorgere; ho fatto acquisti utilizzando due valute diverse; ho parlato inglese ed italiano, ho ascoltato conversazioni in svedese, comunicazioni di servizio in danese e litigi in romanesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo cinquant'anni fa tutto questo sarebbe stato impossibile. Ecco perché siamo così fortunati a vivere in un'epoca che permette di viaggiare così rapidamente.&lt;br /&gt;Non è proprio ubiquità, ma è comunque quanto di più vicino ad essa l'uomo abbia mai potuto realizzare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-7968346800248668996?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/7968346800248668996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=7968346800248668996' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7968346800248668996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7968346800248668996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/ubiquit.html' title='Ubiquità'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-7739201747603560209</id><published>2007-09-24T14:52:00.000+02:00</published><updated>2007-09-25T02:20:51.503+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Halva gruppen con ghiaccio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proseguono le avventure del nostro italiano all'estero e della sua ormai inseparabile polo. Completamente rimessosi dal potente raffreddore, egli è reduce da una settimana particolarmente intensa. Incredibilmente, la notte tra Mercoledì e Giovedì la passa quasi del tutto in bianco a leggere le famose dispense di Service Management Control (circa 120 pagine estremamente ripetitive) e a scrivere una relazione sulle stesse. La sensazione, agghiacciante, è la stessa di quando faceva le nottate a Maggio 2006 correndo contro il tempo per preparare contemporaneamente la tesi e 5 esami. Eh già, perché oltre alla consegna della relazione, per Giovedì mattina l'orario del corso mette in programma anche un inquietante "halva gruppen". Dopo mezzora passata su Google, cercando in tutti i dizionari svedese-italiano online, è arrivato alla conclusione che "halva gruppen" significa grossomodo "interrogazione di gruppo". Scherziamo? Siamo solo alla terza lezione e già un esame? Questa cosa lo getta in una profonda ansia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì si presenta bel bello alle 08.15 (!), spiritualmente pronto per il massacro. E invece no, perché il professore invita semplicemente tutti a mettersi in cerchio con le sedie e a riferire le proprie impressioni personali relativamente a quanto letto. Così, in perfetto stile &lt;em&gt;alcolisti anonimi&lt;/em&gt;, ciascuno si presenta con voce flebile ed espone la propria visione della questione, che ovviamente non può prescindere dai soliti punti cardine: l'importanza di soddisfare gli stakeholders, la necessità di migliorare costantemente la qualità del servizio offerto, il fatto che quarant'anni dopo Philip Kotler il cliente continui a restare il perno di ogni buona strategia di marketing; ed una serie di altre ovvietà che non possono non trovare tutti d'accordo, professore compreso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Terminato l'halva gruppen, il nostro stanchissimo italiano se ne torna a casa, stremato ma rasserenato, e si butta immediatamente sotto le pezze, dove rimane spaparanzato a crogiolarsi nell'ozio fino alle otto di sera. Giusto in tempo per dedicarsi, ritemprate le forze, al nuovo roboante weekend: perché, com'è noto, in Erasmus il weekend comincia il Giovedì sera.&lt;br /&gt;La serata prevede il consueto festino organizzato non si sa bene da chi (alcuni sostengono da due tedeschi, ma non se ne avrà mai la conferma), cui il nostro italiano, come vuole lo spirito Erasmus, è stato imbucato da un suo amico olandese, che lo costringe peraltro ad assaggiare un micidiale liquore greco, stupito del fatto che sia l'unico che non sta bevendo una birra. Com'è noto, il nostro italiano detesta la birra. Come sempre, la serata si conclude nella più squallida discoteca di Karlstad, per il semplice fatto che il Giovedì gli studenti entrano gratis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'indomani il copione è incredibilmente simile: il nostro si autoinvita al compleanno di una spagnola da poco arrivata, dove, dopo un mese di pastasciutta e finte polpette, può finalmente spizzicare qualche salume decente (chiaramente di provenienza iberica). Dopo la torta, peraltro assai gustosa per essere svedese, egli viene calorosamente incoraggiato dai suoi amici spagnoli a parlare con loro in spagnolo (anzi, "espanish", come dicono loro), ma dopo la terza frase la sua mente, già stressata dalla doppia partizione &lt;em&gt;italiano&lt;/em&gt;-&lt;em&gt;inglese&lt;/em&gt; che è stata creata un mese prima, rifiuta definitivamente di installare il programma &lt;em&gt;hablar_español.exe&lt;/em&gt;, e così deve scusarsi e rinunciare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come sempre, la serata si conclude nella più squallida discoteca di Karlstad, per il semplice fatto che anche il Venerdì gli studenti entrano gratis. Il nostro si prende come ogni volta il suo Baileys con ghiaccio, e come ogni volta tutti gli chiedono come mai sia l'unico che non sta bevendo una birra. Com'è noto, il nostro italiano detesta la birra.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113778234131148738" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RvfKNcGC78I/AAAAAAAAAEY/PEzy5nPVm4c/s400/cocktail.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta tanto, la serata più &lt;em&gt;cool&lt;/em&gt; è prevista per Sabato. Altro festone a tema: stavolta bisogna vestirsi come divi del cinema. Poichè al momento possiede solo tre maglioni e quattro camicie, il nostro italiano all'estero decide di non seguire il tema e presentarsi vestito in maniera estremamente casual, come effettivamente farà il 90% dei partecipanti. Così, con indosso la sola polo ed un paio di jeans, il nostro esce a sfidare il freddo scandinavo: ha deciso infatti che, anziché difendersi dal freddo ad ogni costo, vuole invece adattare il suo fisico mediterraneo al rigido autunno gialloblu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La festa è ballereccia, e nella miglior tradizione musicale scandinava la playlist è priva di qualsiasi possibile coerenza: così, dopo l'immancabile "The Final Countdown" dei locali Europe, accolta entusiasticamente da tutti gli svedesi presenti come se fosse il loro autentico inno nazionale, nello stupore generale scattano i lenti. Prima che possa riaversi dalla sorpresa, il nostro italiano all'estero vienne avvicinato da un'affascinante locale (per la verità originaria del Bangladesh) che lo invita a ballare; ma non con lei, purtroppo, bensì con una sua amica, anch'essa locale ma tutt'altro che affascinante, che già Giovedì in discoteca lo aveva costretto a ballare con lei. Lui, si sa, è una persona educata ed in tutte e due le occasioni ha accettato; finito il ballo, tuttavia, si mette subito alla ricerca di un modo per elevare il tasso estetico della sua serata danzereccia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un singolare deja-vu riporta il nostro ai tempi dei campi estivi con la parrocchia, quando durante la libidinosa serata finale si faceva di tutto per riuscire a ballare un lento con una delle poche ragazze carine a disposizione; e lui, che di campi estivi con la parrocchia ne ha fatti otto, infila subito un colpo da maestro invitando a ballare, sulle note di "Que sera sera" di Doris Day, una notevole roscia di Helsinki, autentica reginetta sexy della serata. La differenza culturale si fa però inevitabilmente sentire, e la proverbiale glacialità finnica trasforma immediatamente quello che sarebbe dovuto essere un lento passionale in una sorta di valzer postmoderno, che per poco non si conclude con una cordiale stretta di mano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è male comunque: i danni almeno sono stati limitati, e fortunatamente prima di due settimane non ci sarà un altro halva gruppen.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-7739201747603560209?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/7739201747603560209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=7739201747603560209' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7739201747603560209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7739201747603560209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/halva-gruppen-con-ghiaccio.html' title='Halva gruppen con ghiaccio'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RvfKNcGC78I/AAAAAAAAAEY/PEzy5nPVm4c/s72-c/cocktail.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8316970566785735871</id><published>2007-09-16T02:19:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:21:51.778+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Nutella e Aspirina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rux3NVgCP2I/AAAAAAAAAEQ/2p2oEoyASwU/s1600-h/NutAsp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5110590748152184674" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rux3NVgCP2I/AAAAAAAAAEQ/2p2oEoyASwU/s400/NutAsp.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Eh già, lo so che molti di voi saranno sorpresi nello scoprire che il nostro italiano se n'è rimasto a casa di Sabato sera. Ma come, sei in Erasmus e non vai a divertirti, ubriacarti e concupire donne proprio di Sabato sera?&lt;br /&gt;Sì, cari miei. Perché dovete sapere che in Erasmus può essere Sabato anche tutte le sere: ad esempio sono reduce da due festini scatenati celebrati Giovedì e ieri. Quindi per conto mio può valere anche il principio contrario: dopo due Sabato sera consecutivi per me oggi è Lunedì sera, e me ne sto a casa.&lt;br /&gt;Non è questione di antipatie, malumori, solitudini o stanchezze, sia chiaro (malgrado la vita notturna di Karlstad mi sembri a volte paragonabile a quella di Pessano con Bornago, ridente frazione del milanese); è che semplicemente sto male! E la colpa è in buona misura anche dei due Sabato sera consecutivi appena vissuti. Riepiloghiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì scatta lo Spanish Party, a cui il nostro italiano si presenta baldanzoso, nonostante soffra già di un certo qual raffreddore, con la sua bella polo appena acquistata e niente sopra, malgrado il termometro segni 6 gradi centigradi; assaggia qualche gustosa frittura iberica, tracanna con gusto 7 bicchieri di Sangria (anche se pensa che quella fatta dai suoi amici in Italia sia migliore, ma ovviamente agli spagnoli non lo dice!) dopodiché si aggrega felice alla combriccola che se ne va a ballare giù in città. Alle 2, ora in cui è obbligatoria la chiusura delle discoteche in Svezia (vi capisco, anch'io sono stato a ridere mezzora quando l'ho saputo!), lo shock termico riscontrato nel passaggio tra la sauna da ballo ed il freezer a cielo aperto che è Karlstad in notturna precipita il nostro povero italiano in un vortice di starnuti e colpi di tosse che si manifestano in tutta la loro tragicità il pomeriggio successivo, quando egli si risveglia nel suo lettino in preda ad un feroce combinato disposto raffreddore/mal di testa/gola.&lt;br /&gt;Ma il nostro non si perde d'animo e si imbottisce di aspirine, sopportando stoicamente il mal di testa, anche perché quella sera è in programma uno degli avvenimenti più esclusivi e mondani di tutta Europa: il Pimp Party.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta in pratica di un mega festone, dedicato a tutti gli &lt;em&gt;exchange students&lt;/em&gt;, come si usa dire qui, i quali dovranno presentarsi vestiti a tema: da papponi, se uomini, da mig****e, se donne. Idea indubbiamente elegante e raffinata, avuta, secondo le testimonianze, da alcune avvenenti olandesi; e brave ragazze.&lt;br /&gt;Malgrado sia conosciuto, forse a torto, come persona morigerata e scarsamente esibizionista, il nostro italiano non vuole mancare per nessun motivo ad una situazione del genere ed anzi si presenta in splendida forma: camicia a righe fashion, jeans D&amp;amp;G original, giacca leggera, basco grigio comprato il giorno prima, tutti i braccialetti e le collane che possiede (non molti in verità) e, tocco di classe, occhiali da sole che non mette via per tutta la sera, malgrado sia ovviamente buio pesto.&lt;br /&gt;Anche stavolta i problemi sorgono all'uscita: l'ingenuo aveva creduto di potersi difendere dal freddo scandinavo con una semplice sciarpetta scozzese, ma evidentemente non basta.&lt;br /&gt;E così l'indomani, cioè stamattina, la situazione risulta peggiorata, ed il nostro povero italiano decide di rifugiarsi dalle uniche che riescano a capirlo fino in fondo: le sue amiche Nutella ed Aspirina. Nutella si lascia spalmare amabilmente sull'insipido pane svedese o sugli sfigati biscotti danesi, a seconda dei casi, allieta con la sua dolcezza il palato del povero infermo mediterraneo ed infine prepara il suo stomaco per la visita di Aspirina, che con cadenza regolare, circa 4 volte al giorno, impegna tutta se stessa nel far guarire il malcapitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo malgrado la coraggiosa abnegazione di Aspirina, il povero italiano si ritrova ugualmente alle dieci di sera con il naso arrossito e devastato come quello di un cocainomane, tante sono le volte che se l'è soffiato, un mal di testa da mischia contro gli All Blacks ed una tosse talmente esagerata da sembrare finta. E quindi prende la decisione più importante della giornata: stasera me ne sto a casa. Tiè.&lt;br /&gt;Una buona occasione per cercare quelle maledette dispense online per il corso di Service Management Control, ed anche per farsi un po' gli affari di illustri sconosciuti andando a curiosare nei blog degli amici degli amici.&lt;br /&gt;Tutto questo nell'attesa che un nuovo amico, Sciroppo, venga l'indomani a risolvere finalmente questa situazione che si sta rivelando più problematica di quanto pensasse.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8316970566785735871?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8316970566785735871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8316970566785735871' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8316970566785735871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8316970566785735871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/nutella-e-aspirina.html' title='Nutella e Aspirina'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/Rux3NVgCP2I/AAAAAAAAAEQ/2p2oEoyASwU/s72-c/NutAsp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3277935578921013959</id><published>2007-09-13T17:10:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:21:32.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Il delitto perfetto</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109708196797366098" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RulUiFgCP1I/AAAAAAAAAEI/tEn_ZMb69NQ/s400/Foto%28181%29.jpg" border="0" /&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mai abbassare la guardia, neanche ai fornelli. Il nemico potrebbe nascondersi sotto le spoglie più impensate...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3277935578921013959?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3277935578921013959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3277935578921013959' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3277935578921013959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3277935578921013959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/il-delitto-perfetto.html' title='Il delitto perfetto'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RulUiFgCP1I/AAAAAAAAAEI/tEn_ZMb69NQ/s72-c/Foto%28181%29.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3984430359502611510</id><published>2007-09-09T22:51:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:21:15.081+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>A proposito di Rugby</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parliamone. Ieri c'ero anch'io davanti alla tv (o meglio davanti al computer, grazie ai potenti mezzi dello streaming p2p) a vedere il preventivato tracollo del 15 azzurro contro gli All Blacks.&lt;br /&gt;Mi è sempre piaciuto seguire il Rugby, forse perché ho capito molto presto che il mio futuro, e forse anche il mio successo, sarebbero stati dietro una scrivania, non certo su un campo sportivo, e quindi probabilmente mi diverte vedere trenta energumeni litigarsi una stupida palla su un campo fangoso mentre io me ne sto felicemente in poltrona a sorseggiare il caffè dopo pranzo e a godermi lo spettacolo.&lt;br /&gt;Ma come sempre da parte mia il rispetto è grande, come è giusto che sia verso chiunque dedichi la propria vita ad appassionare altre persone: questo è quello che fanno tutti gli uomini di sport.&lt;br /&gt;Il rispetto c'è, sincero, per tutti i rugbisti, persone che hanno scelto di fare qualcosa che io non farei mai, ed in particolare per quelli della nazionale italiana, onestamente ed orgogliosamente molto meno bravi degli altri, ma pure in grande crescita, anno dopo anno. Per questo Nuova Zelanda-Italia era un appuntamento da non perdere, per il prestigio degli avversari, per la circostanza, ovvero l'esordio in coppa del mondo, perché l'Italia alla fine della fiera due mete le ha segnate, ha infilato anche le due trasformazioni, ha portato a casa 14 punti, e quindi bravi ragazzi, complimenti sinceri, e poco male se gli All Blacks di punti ne hanno messi 76, di più davvero non si poteva fare. Anche perché le sfide che contano saranno con Portogallo, Romania e soprattutto Scozia. Perdere con la Nuova Zelanda davvero non sposta nulla, tanto si corre per il secondo posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108327394695075794" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RuRss00yV9I/AAAAAAAAAD4/PQdHDlpIiGs/s400/haka-dc1e4.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vero problema, se di problema in fondo si tratta, è nel dopo partita. Perché come al solito qualche testata, cartacea o virtuale non fa differenza, oltre a proporre i giustissimi e meritati complimenti all'Italia del Rugby, ha puntualmente ritirato fuori dalla soffitta la consueta querelle a base di "questo sì che è vero sport, è un gioco è duro ma leale, perché i giocatori si rispettano e a palla ferma vige la correttezza più assoluta"; e poi, visto che il nostro difetto nazionale è quello di parlare sempre male di noi stessi, possibilmente sputando nel piatto in cui ci piace mangiare, ecco l'altrettanto consueta frecciata al mondo corrotto del calcio, dove ci si insulta, ci si fanno falli macroscopici, ci si danno testate, ci si sputa, e così via.&lt;br /&gt;Il punto è questo. Non voglio essere frainteso: a me piace molto il Rugby.&lt;br /&gt;E' uno sport avvincente e spettacolare, mai noioso, molto difficile e tecnico.&lt;br /&gt;Ed è anche un po' bizzarro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Richiede espressamente in squadra la presenza di persone visibilmente sovrappeso, in modo che possano fare massa durante le mischie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si gioca con una palla che non è una palla, bensì un ovale, senza alcun valido motivo se non quello di rendere la vita più difficile ai giocatori.&lt;br /&gt;Si può giocare sia con le mani che con i piedi, ma di norma 14 giocatori su 15 hanno i piedi fucilati e sanno fare solo goffi rinvii di emergenza buttando la palla in fallo laterale; il quindicesimo invece se ne sta di solito ben lontano dalle mischie perché è l'unico capace di calciare quella palla incalciabile in mezzo ai pali, un'autentica magia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed è vero che questo sport ha un'etica tutta sua, se hai la palla posso aggredirti ma se non ce l'hai non posso neanche sfiorarti. Verissimo. Però non è altrettanto vero che i giocatori di Rugby quest'etica la rispettino proprio sempre. Perché ieri, se non ve ne siete accorti, un neozelandese è stato ammonito per aver dato un pugno al nostro Lo Cicero. Un pugno, avete capito bene.&lt;br /&gt;Ma nessuno si è scandalizzato, a quanto pare.&lt;br /&gt;Sarà stato un caso? No. Perchè da qualche tempo a questa parte in ogni partita di Rugby che vedo succede qualcosa che non è affatto &lt;em&gt;rugbish&lt;/em&gt;: un pugno, una rissa, una scazzottata. Oppure un'autentica lotta tra due giocatori, come durante Galles-Irlanda, incontro decisivo del Sei Nazioni 2005, quando l'arbitro dovette sospendere la partita per due minuti; e alla fine i due non furono nemmeno puniti, ma solo richiamati verbalmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ovviamente niente di tutto ciò fece notizia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante questo, a me il Rugby piace. Però adoro il calcio. Ieri sera c'ero anch'io davanti al computer (sempre grazie ai potenti mezzi dello streaming p2p) a vedermi Italia-Francia: c'ero perché non potevo non esserci, perché ho passato tutto il tempo, malgrado la partita fosse noiosissima, a rivivere con l'immaginazione quell'altra Italia-Francia, la partita più bella, quella che non mi scorderò mai, quella che racconterò ai miei figli, se ne avrò, finché non avranno vinto un Mondiale tutto loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché scusatemi tanto, ma io non riesco ad esaltarmi così tanto per la meta di Bergamasco come per l'incornata di Materazzi contro la Rep. Ceka, tanto per fare un esempio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se siete tra quelli che inneggiano al Rugby come allo sport leale per eccellenza e detestano il calcio sotto qualunque aspetto, vi suggerisco caldamente di fare qualcosa che probabilmente non avete fatto, cioè guardare una partita di Rugby. Però guardarla veramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi accorgerete che le regole sono diverse, ma sono sempre uomini quelli che giocano.&lt;br /&gt;Uomini che ogni tanto perdono la pazienza, e magari danno un pugno all'avversario. E' sbagliatissimo, però succede. Nel calcio come nel Rugby.&lt;br /&gt;E allora permettetemi una domanda: perché se un calciatore dà un pugno ad un avversario viene squalificato, giustamente, per almeno un mese, mentre un rugbista se la cava con una semplice ammonizione?&lt;br /&gt;Forse è il rugby che dovrebbe imparare qualcosa dal calcio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3984430359502611510?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3984430359502611510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3984430359502611510' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3984430359502611510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3984430359502611510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/proposito-di-rugby.html' title='A proposito di Rugby'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RuRss00yV9I/AAAAAAAAAD4/PQdHDlpIiGs/s72-c/haka-dc1e4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-5989672144782045033</id><published>2007-09-05T15:22:00.000+02:00</published><updated>2007-09-25T17:30:54.830+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Come sopravvivere in Scandinavia tra tessere magnetiche, porte girevoli e falsi caffè</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bentornati!&lt;br /&gt;Dopo quasi tre settimane il nostro italiano all'estero ha scoperto che la Svezia è un paese molto più diverso dall'Italia di quanto avesse immaginato, ma anche molto più simile all'Italia di quanto avesse immaginato. Egli continua ad esempio ad arrotolare le maniche delle sue camicie, ed anche a girare in infradito nel cortile davanti casa, perché, almeno per i primi 10 giorni, la temperatura media nel Varmland era di appena 2 gradi inferiore a quella di Roma caput mundi che più caput non si può. Egli si è accorto anche con stupore del fatto che sta mangiando più pasta ora di quanta ne mangiasse durante la sua "Vita da scapolo" (cfr post omonimo), e si è scoperto in questo essere un fervente ed orgoglioso patriota.&lt;br /&gt;Tuttavia egli si è anche dovuto confrontare con alcune novità inattese. Innanzitutto il caffè: che non è vero caffè, perché nessun intenditore di caffè oserebbe mai chiamare caffè questo caffè che gli svedesi, evidentemente non intenditori di caffè, osano chiamare caffè, mentre invece il vero caffè non è chiamato caffè bensì con quel termine che noi italiani di solito non usiamo mai per intendere un caffè, perché se vogliamo un caffè chiediamo un caffè.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma se siete in Svezia e avete espresso il desiderio di bere un espresso dovete espressamente chiedere un espresso; se invece avete la malaugurata idea di chiedere un semplice caffè &lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt; vi sarà servito un costosissimo bicchierone di acqua calda e tracce di caffeina: una sorta di cicorione infame, per di più ad una temperatura tipica di 16.432 gradi Farenheit che renderà difficoltosa qualsiasi forma di comunicazione verbale per le 3 ore successsive.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma le insidie non finiscono qui. Perché qui in Svezia vanno matti per le porte girevoli, evidentemente utili a preservare il clima caldo all'interno degli edifici. Ci sono porte così praticamente ovunque. "E che problema c'è?" direte voi, "Ce le abbiamo anche noi in Italia!".&lt;br /&gt;Già. Se non fosse che qui girano alla velocità della luce. Ci vogliono almeno due giorni per trovare la giusta coordinazione, al caro prezzo di sgrugnate sul vetro e incalcate nella schiena a causa dei manici di ferro. Molto duri. Per non parlare di quando tali porte sono manuali e si ha la sfortuna di trovarsi a varcarle in contemporanea con un vikingo locale (uomo o donna non fa differenza), il quale, in perfetto &lt;em&gt;Swedish style&lt;/em&gt;, aziona la porta con una potenza sovrumana senza curarsi minimamente di chi c'è dall'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma in mezzo a tutti questi pericoli, una certezza si erge come rassicurante baluardo per il nostro italiano all'estero: le tessere magnetiche. Qualunque cosa vogliate fare in Svezia, state sicuri che è necessario possedere una carta magnetica per poterlo fare. Il vostro tenore di vità sarà direttamente proporzionale al numero di tessere che possedete.&lt;br /&gt;In due sole settimane il nostro italiano all'estero ne ha già accumulate sette, e per la precisione:&lt;br /&gt;1)  Carta di credito svedese, attualmente inutilizzabile perché il conto è sguarnito;&lt;br /&gt;2)  Abbonamento dell'autobus bisettimanale ricaricabile;&lt;br /&gt;3)  Tessera della biblioteca pubblica;&lt;br /&gt;4)  Tessera della biblioteca universitaria;&lt;br /&gt;5) Tessera dell'associazione studentesca di Karlstad, indispensabile per poter sostenere gli esami;&lt;br /&gt;6)  Pass per entrare nell'aula computer dell'università;&lt;br /&gt;7)  Scheda ricaricabile per fotocopie all'università.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Non c'è male, ma c'è da essere sicuri che ne arriveranno altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è comunque una cosa che al nostro italiano è piaciuta davvero tanto, di questa Svezia, una cosa che in Italia non c'è: la luce gialla anche prima del verde al semaforo. Così non c'è bisogno di sporgersi a guardare per rubare la frazione di secondo allo scatto del verde, ci pensa il giallo ad avvisarti.&lt;br /&gt;Gran bella idea. Ma conoscendo gli automobilisti italiani, è meglio che questa bella idea rimanga in Svezia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-5989672144782045033?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/5989672144782045033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=5989672144782045033' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5989672144782045033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5989672144782045033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/09/come-sopravvivere-in-lapponia-tra.html' title='Come sopravvivere in Scandinavia tra tessere magnetiche, porte girevoli e falsi caffè'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8914163491394057146</id><published>2007-08-29T20:31:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:20:37.627+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Valkomna till Varmland! ovvero italiani all'estero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benvenuti a Karlstad, Italia.&lt;br /&gt;E' davvero impossibile scordarsi di essere italiani in questa piccina e ridente cittadina del nord Europa. Angoli, strade, piazze, negozi, ristoranti, supermercati sono invasi da una stupefacente serie di parole italiane, e soprattutto, di prodotti italiani.&lt;br /&gt;Gli svedesi hanno per la pasta Barilla un rispetto ed una devozione assolutamente paragonabile a quella di noi italiani, che pure abbiamo utilizzato le penne rigate per riprodurre ed esportare in tutto il mondo, e quindi anche qui, il nostro meraviglioso tricolore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104194897421948546" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RtW-N00yVoI/AAAAAAAAABM/CGp-0yIZl7o/s400/recept_14.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è da stupirsi poi tanto, quindi, se si viene a scoprire che il piatto tipico svedese non è altro che un'immane teglia di rigatoni scotti con alcuni agghiaccianti ingredienti aggiuntivi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stesso modo, pronunciare le semplici frasi "I come from Italy" e "I live in Rome" genera automaticamente rispetto, simpatia e benevolenza da parte dell'interlocutore, qualunque sia la sua nazionalità, e precipita immediatamente il nostro italiano all'estero in un vortice di luoghi comuni sull'Italia: tra i più gettonati, 20 minuti di racconto sulla settimana di vacanza a Roma due anni fa, con il ricordo del lancio della monetina nella Fontana di Trevi e le impressioni sul cupolone visto in notturna, e altri 15 minuti di richiesta di consigli sul modo migliore di cucinare la pasta, tempi di cottura, condimenti e trucchi del mestiere.&lt;br /&gt;La variante tedesca, invece, prevede un brindisi rappacificatore nel nome di Fabio Grosso, ricordando che, in fondo, la Germania vinse in Italia nel 1990, dunque i conti sono pressappoco pari.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attenzione però, perché il nostro povero italiano deve pur sempre fare i conti con la più ingombrante fama che lo possa riguardare all'estero, sempre in base ai luoghi comuni internazionali, anche quando egli si celi sotto le spoglie pacifiche e inoffensive del sottoscritto: quella di provolone a tempo pieno.&lt;br /&gt;Qualunque azione o frase, compiuta o pronunciata nel nome della cordialità, dell'europeismo, dell'educazione, della gentilezza (tutti valori in cui il nostro italiano crede molto) viene quasi sistematicamente scambiata per un focoso tentativo di seduzione, sulla base del principio che il maschio latino è caliente e passionale anche quando chiede che ore sono.&lt;br /&gt;Basta quindi offrire una birra ad una graziosa fiamminga (perché è davvero antiestetico stare lì ad attendere che la tipa trovi i soldi, spicciolo dopo spicciolo), per ritrovarsi la sera successiva assediato da una discreta moltitudine di olandesi interessate a sapere se sei proprio tu l'italiano che la sera prima stava "flirtando" con la tipa!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che dire, ogni popolo ha le sue convenzioni sociali. Gli europei hanno una quantità incredibile di aspetti, atteggiamenti e abitudini comuni, ma ci sono alcune piccole, minuscole differenze che fanno la differenza (scusate il bisticcio di parole), e che, ad esempio, rendono l'italiano provolone anche se lui non crede di esserlo.&lt;br /&gt;Ma se si parla di pasta, allora l'italiano torna in auge, perché nulla sembra in grado di unire gli europei meglio di un piatto di pasta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Benvenuti a Karlstad, Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8914163491394057146?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8914163491394057146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8914163491394057146' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8914163491394057146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8914163491394057146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/08/valkomna-till-varmland.html' title='Valkomna till Varmland! ovvero italiani all&apos;estero'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RtW-N00yVoI/AAAAAAAAABM/CGp-0yIZl7o/s72-c/recept_14.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-1392067307883239775</id><published>2007-08-17T17:47:00.000+02:00</published><updated>2008-01-31T18:00:32.967+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>Arrivederci Roma...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E alfine il momento è giunto.&lt;br /&gt;Domani si parte per la fredda Scandinavia, ed il sottoscritto dovrà fare a meno di tutto ciò che finora c’è stato di fondamentale nella sua vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099697151835002482" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RsXDik0yVnI/AAAAAAAAABE/JcOXv31biEY/s400/svezia.gif" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Niente più pokerate il Giovedì sera. Niente più Gazzetta fresca di stampa la mattina. Niente più cornetto e cappuccino. Niente più Chicken Fries al Burger King di Via Ostiense.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente più bombe al nocciolatte alle quattro del mattino alla Dolce Notte. Niente più partite a stecca all’Americaruso. Niente più cornetti al Marechiaro.&lt;br /&gt;Niente più fila sull’Aurelia. Niente più tassisti in tripla fila a Baldo degli Ubaldi. Niente più casalinghe invasate in Smart sul Lungotevere. Niente più bradipi travestiti da pedoni rimbecilliti a Via della Conciliazione. Niente più parcheggi impossibili vicino all’università.&lt;br /&gt;Niente più tangenziale. Niente più GRA!&lt;br /&gt;Niente più infradito. Niente più camicie a fiori. Niente più discoteca in spiaggia. Niente più mezze stagioni. Niente più maniche di camicia arrotolate.&lt;br /&gt;Niente più caffè! Niente più pastasciutta! Niente più cucina mediterranea!&lt;br /&gt;Niente più Emilio Fede. Niente più Lucignolo. Niente più Bruno Pizzul (vabbè che sarebbe già in pensione...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente più Calciopoli. Niente più Moggi. Niente più Juve in Serie B. Questo per tutti però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente di tutto questo, almeno fino a Natale.&lt;br /&gt;Ce la farò?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-1392067307883239775?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/1392067307883239775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=1392067307883239775' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1392067307883239775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/1392067307883239775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/08/arrivederci-roma.html' title='Arrivederci Roma...'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RsXDik0yVnI/AAAAAAAAABE/JcOXv31biEY/s72-c/svezia.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3084426579236981427</id><published>2007-08-03T17:30:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:19:46.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Domande bizzarre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché un portiere d’albergo di Capri è il segretario nazionale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista?&lt;br /&gt;Perché se una donna alle sette del pomeriggio ha già messo il pigiama non ci sarà mai verso di convincerla ad uscire la sera, neanche se la inviti ad un party esclusivo con Costantino e Flavio?&lt;br /&gt;Perché, dopo che Fiorello ha lanciato Fiorellino, Giorgio Bocca avrebbe grosse difficoltà a lanciare suo fratello?&lt;br /&gt;Il ciambellano era chiamato così per la graziosità del suo fondoschiena?&lt;br /&gt;Perché la Lega Nord ha accettato di partecipare per un quinquennio al governo di una nazione che dichiarava di non riconoscere?&lt;br /&gt;Perché le donne vanno sempre al bagno in coppia?&lt;br /&gt;Perché esistono l’Ostiense, la Via del Mare e la Via dei Romagnoli? Non aveva più senso fare un’unica grande strada a carreggiate separate, anziché tre stradine a doppio senso che fanno lo stesso identico percorso affiancate?&lt;br /&gt;Perché, mentre Paperino si fa beatamente la sua Paperina, Pippo è sempre di cattivo umore?&lt;br /&gt;Perché il contrario di "accumulatori" non è "sparpagliavacche"?&lt;br /&gt;Come mai esistono persone disposte a spiaccicarsi decine di uova in testa in uno show tv per cercare di vincere un’auto che potrebbero poi essere costretti a dover ammaccare pesantemente?&lt;br /&gt;Perché se una donna ha le mestruazioni cerca di farlo sapere al maggior numero di uomini possibile? E’ forse un’atavica reminiscenza di primitiva fertilità che la spinge inconsapevolmente a farlo?&lt;br /&gt;Perché i Verdi si battono strenuamente per la difesa di qualunque aiuola comunale a rischio e poi sono favorevoli all’aborto? Un’embrione non dovrebbe avere almeno gli stessi diritti di tutela di un’aiuola, visto che sono entrambi forme di vita?&lt;br /&gt;Perché il contrario di "abbondantemente" non è "a Berlino Petrarca dice la verità"?&lt;br /&gt;Perché la federacalcio olandese non concede mai alla Konami la licenza per riprodurre i nomi esatti dei giocatori della nazionale su Pro Evolution Soccer?&lt;br /&gt;Ci pensate mai al fatto che un noto ex cocainomane dichiarato è uno dei personaggi dello spettacolo più amati ed ammirati, anche dal sottoscritto?&lt;br /&gt;Perché i pedoni di Via della Conciliazione ogni santo giorno camminano felici e spensierati in mezzo alla strada e ogni volta che suono discretamente il clacson per passare mi guardano con disapprovazione come se avessi invaso un’area pedonale?&lt;br /&gt;Perché tanti amici che potrebbero telefonarsi preferiscono scriversi su MSN?&lt;br /&gt;Perché, se la mucca fa muu, il merlo non fa mee, il maiale non fa maa, il micio non fa mii e il montone non fa moo? E perché questo interrogativo è stato limitato finora al solo merlo e non è stato sollevato anche per questi altri animali?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3084426579236981427?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3084426579236981427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3084426579236981427' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3084426579236981427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3084426579236981427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/08/domande-bizzarre.html' title='Domande bizzarre'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-7642439108163065875</id><published>2007-08-01T16:41:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:19:32.439+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umorismo'/><title type='text'>Vita da scapolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccomi giunto alla mia terza settimana, credo, da scapolo.&lt;br /&gt;La famiglia parte alla volta della graziosa magione marittima, ed il sottoscritto si ritrova improvvisamente padrone e signore della sua adorata dimora.&lt;br /&gt;La vita da scapolo diventa quindi l'occasione di confrontarsi con se stessi, e soprattutto con una serie di questone casalinghe tipicamente ignorate nei restanti giorni dell'anno.&lt;br /&gt;Il sottoscritto si districa in questa giungla di incombenze di varia natura con la sua proverbiale nonchalance, perfettamente in equilibrio tra la più scrupolosa attenzione e la più becera noncuranza, passando dall'uno all'altro stato ogni volta senza alcuna valida ragione apparente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le annose questioni che gli toccano ogni giorno rientrano sfamare i suoi due gatti, svuotare la vaschetta del deumidificatore, controllare posta e segreteria telefonica, mettere l'allarme perimetrale ogni volta che si allontana da casa per gozzovigliare, provvedere alla sua personale salute osservando l'adeguata igiene ed un'alimentazione sana ed equilibrata.&lt;br /&gt;Purtroppo non tutti questi incarichi possono essere assolti con la dovuta tempestività.&lt;br /&gt;Può succedere quindi che il deumidificatore resti fermo più del dovuto perché il sottoscritto si è dimenticato di svuotare la vaschetta (che è capiente, ben 14 litri, ma fidatevi del fatto che ci mette poco a riempirsi) e quando scende per farlo l'impressione è di aver profanato un'antica tomba etrusca, dato l'elevato tasso di umidità dell'aria. Può succedere anche che i gatti restino senza cibo persino per 24 lunghe ore, perché il sottoscritto aveva preventivato di tornare a casa prima ed invece poi si era trattenuto fuori fino a notte inoltrata; questo spiega perchè i due innocui micetti lo accolgano l'indomani con ruggiti violenti e gli saltino addosso come grizzly imbestialiti non appena esce con il piattino stracolmo di cibo, per farsi perdonare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia lui sa di aver trovato comunque un equilibrio, personale ma efficace, nel portare avanti questa esperienza casalinga. E piano piano anche i gatti ed il deumidificatore stanno cominciando a capirlo.&lt;br /&gt;Egli osserva infatti alcune ferree regole di vita, che ha raccolto in un decalogo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Se la scorta di mutande pulite finisce non si lavano quelle già usate, ma se ne comprano di nuove al mercatino di Acilia;&lt;br /&gt;2) Ciascuna stoviglia usata per cucinare può restare indisturbata sul fornello anche per 7 giorni senza essere lavata;&lt;br /&gt;3) Ogni possibile incrostazione presente su esse è per convenzione da ritenersi innocua, almeno finché non comincia ad emettere esalazioni pestilenziali o a vivere di vita propria;&lt;br /&gt;4) Anziché dare da mangiare due volte al giorno ai gatti, la mattina ed il pomeriggio, è preferibile dare loro un'unica razione doppia verso ora di pranzo, così se la possono gestire come meglio credono;&lt;br /&gt;5) Le camicie non vanno stirate. Fa molto più trendy indossarle tutte spiegazzate, appena prese dal cesto della biancheria;&lt;br /&gt;6) Spazzare non ha senso. Tanto poi la polvere si riforma subito dopo;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;7) Ogni spesa sensata riguarderà al 90% gelati, the freddo, succhi di frutta al gusto esotico e biscotti costosi;&lt;br /&gt;8) Si sconsiglia vivamente l'acquisto di frutta, verdura, legumi e analoghi cibi non abbastanza artificiali;&lt;br /&gt;9) Cucinare il minimo indispensabile, ma quando lo si fa tentare ricette nuove, come i rigatoni tonno e Mistrà;&lt;br /&gt;10) Ogni serata è assolutamente adatta per organizzare pokerate con gli amici, anche alla texana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seguendo tali imprescindibili precetti, il nostro scapolo a tempo determinato si prepara con inflessibile rigore alle difficoltà della vita scandinava, che lo attendono al varco.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-7642439108163065875?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/7642439108163065875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=7642439108163065875' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7642439108163065875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/7642439108163065875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/08/vita-da-scapolo.html' title='Vita da scapolo'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-4980805128437173220</id><published>2007-07-25T22:14:00.000+02:00</published><updated>2008-01-31T18:01:09.357+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><title type='text'>Aerei e punti interrogativi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso farci niente. Ogni volta che arriva l'Estate (quella vera), che gli esami si decidono a dare un po' di tregua, che gli amici uno dopo l'altro se ne tornano a casa per godersi il meritato riposo, inevitabilmente mi sale una discreta ma incontrastabile malinconia. Tempo di riflessioni, di bilanci, e ancor peggio, di confronti. Inevitabili confronti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un anno fa, di questi tempi, avevo appena iniziato a godermi il mio notebook nuovo di zecca, frutto di una calda laurea estiva, e mentre mi riprendevo da una piccola ma immensa delusione sentimentale, quasi per scherzo avevo iniziato a pianificare un tranquillo viaggio agostano che non potevo sospettare mi avrebbe cambiato la vita per sempre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi invece me ne sto a scrivere queste righe davanti al mio amato notebook, che ha avuto un anno di tempo per diventare il fedele depositario delle mie velleità editoriali, delle mie frenesie narrative, delle mie schizofrenie musicali, dei miei silenziosi trionfi a Pro Evolution Soccer, dei miei esperimenti informatici, riuscendoci appieno. Intorno, la consapevolezza di aver iniziato a fare chiarezza nella mia vita, ma anche un'infinità di punti interrogativi che verranno ad affrontarmi, prima o poi, uno dopo l'altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Magico 2006! Perché sei finito?&lt;br /&gt;Come faccio a non avere alcun rimpianto per l'Estate più bella della mia vita?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto semplicemente perfetto. A cominciare dall'Italia che stupisce tutti e vince il Mondiale. Che spettacolo! Perché vincere un Mondiale non significa semplicemente guardare in ciabatte sul divano undici italiani che vincono una partita di calcio, ma abbracciare il proprio migliore amico dopo che Grosso ha segnato l'ultimo rigore e poi fare le cinque del mattino suonando il clacson sul Lungotevere con dei perfetti sconosciuti.&lt;br /&gt;E poi appena due giorni dopo mi attendeva la soddisfazione più bella, dopo aver fatto carte false (e non solo metaforicamente...) per poter discutere la tesi a Luglio anziché a Dicembre. E poi la festa più bella, quella con tutte ma proprio tutte le persone a cui volevo bene.&lt;br /&gt;E poi? E poi, su una delle isole più belle che esistano, l'incontro che non mi sarei mai aspettato.&lt;br /&gt;A volte basta uscire di casa per incontrare una persona speciale; altre volte, come nel mio caso, è necessario prendere un aereo e poi avere un po' di fortuna.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi arrivava Settembre, il mese che forse preferisco, perché si ritorna alla quotidianità, ci si ritrova dopo la dispersione estiva per un nuovo, lungo anno che è appena all'inizio.&lt;br /&gt;Un Settembre particolarmente generoso, che mi aveva fatto (ri)trovare il lavoro in quella casa editrice che mi era tanto piaciuto, oltre ad un generoso stipendio; indispensabile, visto che di lì a poco sarei diventato cliente abituale della peggior compagnia aerea che esista in Italia.&lt;br /&gt;Ci sono persone che viaggiano per lavoro, altre per studio. Io viaggiavo per amore. Per giunta con una compagnia scalcinata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091255809240789714" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RqfGLxJw8tI/AAAAAAAAAA8/fGlg-tMyRE8/s400/livery_air1_g.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi è arrivato il 2007. Per un po' lo slancio positivo dell'anno precedente si è fatto sentire. Poi sono arrivate le scelte, e lì mi sono accorto che quel meraviglioso equilibrio che ero riuscito a costruire nella mia vita aveva i giorni contati.&lt;br /&gt;Per prima cosa ho scelto di finire con il lavoro: studiavo poco e lavoravo male. E poi che senso ha chiudersi in un ufficio a 22 anni se c'è tutta la vita per lavorare?&lt;br /&gt;Poi ho raccolto quella sfida che da due anni almeno giaceva in un angolo: il viaggio di studio in Svezia, che comincerà tra ormai meno di un mese.&lt;br /&gt;Poi quasi per caso mi sono ritrovato ad essere il Direttore Marketing di un mensile: di nuovo nell'editoria, ma stavolta con un progetto mio, anche se piccino piccino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, senza che me ne fossi accorto, stava cominciando l'Estate, quella stagione che tanto temo, anche se l'ultima si era rivelata più che meravigliosa. Ma non questa.&lt;br /&gt;Due settimane fa ho deciso di rinunciare definitivamente alla persona più bella, generosa, affettuosa che c'era nella mia vita. E non solo a lei. Ci ho pensato a lungo, prima di prendere la decisione.&lt;br /&gt;Ma poi l'ho presa. E' stato un gesto crudele, forse, ma sincero. Perché spesso l'affetto quotidiano diventa scontato e l'animo umano finisce con l'essere attratto da qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;Altre volte, invece, come nel mio caso, un affetto lontano, per quanto puro, soccombe alla gentile cordialità quotidiana.&lt;br /&gt;E allora forse la colpa di quanto è accaduto non è solo mia, ma anche di Marc Chagall, Arnaldo Pomodoro e Giuliano Palma. Ognuno di loro ha una parte di responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono volte in cui tutto si incastra alla perfezione, volte in cui con un solo semplice tocco ben calibrato tutte le palle finiscono in buca; altre in cui il destino rema contro, e ci si ritrova doppiamente delusi, a rimpiangere sia ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, sia ciò che era e forse non sarà più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E quindi eccomi qua, alle prese con un ingombrante sentimento che non è gradito.&lt;br /&gt;Eppure, nella mia infinita presunzione, continuo a essere convinto che la fiducia verso di esso non può che essere ben riposta.&lt;br /&gt;A volte diamo per scontato ciò che fa parte della nostra vita quotidiana, senza pensare che forse se venisse a mancare soffriremmo la sua assenza.&lt;br /&gt;Ecco che, allora, la partenza per la Svezia è l'occasione ideale in questo momento.&lt;br /&gt;I punti interrogativi stanno cominciando a bussare nel mio cervello, e piuttosto che affrontarli ora preferisco fare un passo indietro con la segreta consapevolezza che un aereo probabilmente rappresenterà di nuovo l'inizio della soluzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-4980805128437173220?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/4980805128437173220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=4980805128437173220' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/4980805128437173220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/4980805128437173220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/07/aerei-e-punti-interrogativi.html' title='Aerei e punti interrogativi'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RqfGLxJw8tI/AAAAAAAAAA8/fGlg-tMyRE8/s72-c/livery_air1_g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-3386766814003166557</id><published>2007-07-23T19:15:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:19:00.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Bentornati!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bentornati di cuore. Davvero. Bentornati a voi, miei cari interlocutori virtuali, che forse avrete avuto la pazienza di stare ad aspettare i capricci di una persona talmente indolente da non aver voluto trovare il tempo per aggiornare il sito che riguarda unicamente lei stessa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bentornato a me, infingardo e codardo quanto basta per essermi assentato da qui per quasi due mesi. Potrei accampare ottime ragioni per giustificare ciò: ben 7 esami superati all'università, forse il record di sempre in una sessione estiva; un'impegnativa partenza da preparare, nientedimeno che per le lontane terre lapponi (per la precisione: Karlstad, Svezia); addirittura l'essere diventato Direttore Marketing di un promettente mensile free press dedicato al rutilante mondo del cinema; d'accordo, un mensile che giuridicamente non esiste, ma che riesce a manifestarsi almeno cartaceamente. E credetemi, di questi tempi non è affatto poco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potrei, dicevo, ma sarei assai più ipocrita di quanto la mia coscienza e soprattutto il mio personale senso del buon gusto mi autorizzerebbero ad essere. Quindi, non cercherò giustificazioni, ma mi affiderò unicamente al vostro buon cuore; ammesso che la mia assenza informatica sia stata per voi un peso e non magari un sollievo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bentornati, infine, Mr. Copeland, Mr. Sumner e Mr. Summers. Era dal lontano 1986 che questi tre arzilli signori, ormai incanutiti, si sono fatti desiderare oltre ogni possibilità umana. Avevo un anno quando suonarono per l'ultima volta insieme, pensate un po'; ed oggi che sono adulto, vaccinato e laureato, dopo che mr. Sumner ha speso negli ultimi anni buona parte del suo fiato per chiarire alla stampa di mezzo mondo che no, non sarebbe mai successo perché non avrebbe avuto senso farlo succedere, dopo che tutti ci eravamo abituati a dover acquistare qualche bel DVD per vederli su un palco, incredibilmente, inaspettatamente, assurdamente, è successo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bentornati Police.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090448638856983234" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RqToERJw8sI/AAAAAAAAAA0/XtRYIYMvkxU/s400/police.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Strano vero? A prima vista sembra una foto che arriva dritta dritta dal lontano 1979, magari proprio dal mitico tour americano di Reggatta De Blanc. Torna tutto no? Sting in canottiera che salta esagitato, Andy che suona con tutta l'eleganza e l'aplomb di un gentleman inglese, Stewart che pesta divinamente la batteria con la sua inimitabile foga tutta americana.&lt;br /&gt;E invece no. Perché se guardate bene vi accorgete che questi qua sopra sono i Police del 2007 d.C. Vi accorgete che Mr. Sumner ha ancora la forza di saltare, ma è un po' più stempiato rispetto ai bei tempi di Outlandos D'Amour; che Mr. Copeland continua a far paura quando suona ma si è incanutito ed ha bisogno di un bel paio di occhiali; che Mr. Summers non ha problemi a stare due ore su un palco, ma gli anni passano per tutti, e le rughe che gli solcano la fronte non possono non far ricordare che, in fondo, potrebbe tranquillamente essermi nonno.&lt;br /&gt;Ma che importa? Basta sentirli suonare e sembra davvero di essere tornati a Boston nel 1979.&lt;br /&gt;E' bello sapere che fino alla fine dell'anno questa magia si ripeterà quasi ogni sera.&lt;br /&gt;Bentornati Police. Mi siete mancati.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-3386766814003166557?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/3386766814003166557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=3386766814003166557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3386766814003166557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/3386766814003166557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/07/bentornati.html' title='Bentornati!'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RqToERJw8sI/AAAAAAAAAA0/XtRYIYMvkxU/s72-c/police.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-5842704666454888455</id><published>2007-05-28T18:26:00.000+02:00</published><updated>2007-09-24T21:18:44.709+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><title type='text'>Montecarlo mon amour</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal lontano 1995, vittoriosa annata in cui mi appassionai irrimediabilmente del variopinto e ruggente mondo della Formula 1, una volta all’anno continuo a chiedermi, al pari di mezzo mondo, chi sia il pazzo che abbia pensato di realizzare, sulle incantevoli ma anguste stradine del Principato, una pista destinata ad ospitare monoposto abituate a sfrecciare, oggi, addirittura a più di 300 Km/h. D’accordo, è vero che nel 1929, quando il GP ebbe luogo la prima volta, le velocità massime superavano di rado i 150 Km/h, ma se vi sembra poco vuol dire che non avete idea di cosa sia la pista di Montecarlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069649648238018002" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RlsDfrLpPdI/AAAAAAAAAAk/DXia0e0mLcA/s400/carlo.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una meravigliosa follia, ecco cos’è Montecarlo. Ma soprattutto meravigliosa. Come si fa a non innamorarsi di una città del genere? Non si può.&lt;br /&gt;A me è bastato passarci all’incirca mezza giornata, sei anni fa, una veloce passeggiata sui 4 Km del tracciato ed un (costoso) caffè sul lungomare, per sentirmi indissolubilmente legato a quella pista. E a quella città. Perché in fondo sono proprio la stessa, identica cosa.&lt;br /&gt;Tra l’altro si può dire che a Montecarlo è come se ci avessi preparato buona parte degli esami di maturità, visto che in quella torrida Estate del 2003 si era rivelato molto più interessante correre due o tre GP al giorno, grazie alla mitica XBox, piuttosto che studiare Demostene e Nietzsche, tanto per fare un esempio a caso.&lt;br /&gt;Avevo del resto già deciso da tempo che la mia quarta casa sarebbe stata un attico a Montecarlo (dopo un appartamento a Trastevere, un quartierino sulle Ramblas ed una villetta strategica a Wellington o giù di lì, sapete com’è, per avere dodici mesi di caldo sfruttando i vantaggi dell’inversione climatica tra i due emisferi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un attico a Montecarlo! Ma ci pensate che bello? Fare le riunioni di condominio con Biaggi e Fisichella! Un aperitivino sullo yacht di Flavio e poi alla sera tutti in smoking a fare puntate al Casinò! E una volta all’anno ti vengono pure a correre il Gran Premio sotto casa!&lt;br /&gt;Il massimo! E tutto questo merito di un illustre ma ai più sconosciuto individuo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ecco, ieri, in occasione dell’annunciato tripudio McLaren, finalmente ho scoperto che questo tizio non solo si chiama Anthony Noghes, ma addirittura gli è stata intitolata l’ultima curva del tracciato, visto che tra le altre cose è stato anche l’inventore del non meno celebre Rally di Montecarlo.&lt;br /&gt;Che uomo meraviglioso.&lt;br /&gt;E pensare che da anni, ogni volta che percorro la mitica Cristoforo Colombo, penso a quanto sarebbe bello realizzare un circuito cittadino a Roma, niente di meno che all’EUR!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069655841580858850" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RlsJILLpPeI/AAAAAAAAAAs/ZM1c1ZmWv7Y/s400/piazzale_guglielmo_marconi.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ci pensate? Rettilineo di partenza sulla Colombo, direzione Roma, subito prima del maxisemaforo che segue l’innesto con la Pontina; si passa accanto alla scultura di Arnaldo Pomodoro, poi salitella verso il Palalottomatica; si scavalca il laghetto, accelerazione bruciante in direzione dell’Obelisco, poi staccatona all’altezza del Pigorini, ottima punto per tentare il sorpasso; un tratto misto vicino al Palazzo delle Esposizioni, poi rettilineo velocissimo che porta proprio sotto al Colosseo Quadrato; chicane da brividi all’altezza del Caffè Casini, poi un’altra maxiaccelerazione su Viale Europa e si riprende la Colombo con un curvone a destra; da lì salitona, si scavalcano di nuovo laghetto e Palalottomatica, poi un bel tornantino a 180 gradi e si ritorna al rettilineo di partenza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Geniale, no? Ovviamente il tornante porterebbe il mio nome, come è giusto che sia.&lt;br /&gt;Perché visto che tanto l’attico a Montecarlo con tutta probabilità non me lo potrò mai permettere, sarebbe bello almeno poter ricreare un pezzetto di Montecarlo nella mia splendida, adorata Roma.&lt;br /&gt;Se lo conoscete, fate avere mie notizie a Mr. Ecclestone.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-5842704666454888455?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/5842704666454888455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=5842704666454888455' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5842704666454888455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/5842704666454888455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/05/montecarlo-mon-amour.html' title='Montecarlo mon amour'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RlsDfrLpPdI/AAAAAAAAAAk/DXia0e0mLcA/s72-c/carlo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5783469892407439687.post-8707111943273817953</id><published>2007-05-21T17:58:00.000+02:00</published><updated>2008-01-31T18:01:53.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Suggestioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Il nome dice tutto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccoci qua. Visto che una percentuale in costante aumento delle mie variegate conoscenze dispone di un proprio blog, ho deciso di aprirne uno anch'io, forse per la sotterranea ansia di restare fuori da un magma digitale che ha il singolare pregio di permettere di soddisfare, in un sol colpo, velleità tanto voyeuristiche quanto esibizionistiche. Un po' di sano conformismo del resto non ha mai fatto male a nessuno, no?&lt;br /&gt;Ora, immagino che la curiosità non vi possa impedire di chiedervi: perché BassVertigo? Che significa?&lt;br /&gt;Bella domanda. Ma se continuate a chiederlo a voi stessi indubbiamente non otterrete molto, perché l'unico che forse può saperne qualcosa non posso che essere io. Anche se non è poi così sicuro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partiamo da dove è giusto partire, ossia dall'inizio: Bass. Chi mi conosceva sa che dal lontano 2000 mi permetto, forse con malcelata presunzione, di suonare il basso elettrico. Chi non mi conosceva lo sa lo stesso, perché l'ho appena detto.&lt;br /&gt;Non so dire perché mai abbia deciso di iniziare a suonarlo, ma in fondo in fondo lo so perfettamente: diavolo, cosa c'è di più fico del suono di uno slap bass? Non c'è assolo di chitarra, non c'è colpo di rullante, non c'è vocalizzo che possa reggere il confronto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069345646157839794" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RlnvAbLpPbI/AAAAAAAAAAU/HnFXSwEyBgE/s400/slap.jpg" border="0" /&gt;Un basso suonato in slap è groove al 100%, è esibizionismo, è delirio, è trionfo, è monopolio, perché nessun altro musicista può permettersi di schiaffeggiare così il suo strumento per tirare fuori un suono del genere, un suono che esalta, che fa scaldare il sangue, che lascia a bocca aperta chiunque veda un bassista suonare in questo modo. Perché solo un bassista lo può fare, nessun altro.&lt;br /&gt;E questa è tutta la sua forza, perché un suono così si porta dentro tutta la rivincita, la riscossa di uno strumento nato per lavorare in seconda fila, nell'ombra, al servizio degli altri. Eppure così importante. Perché la gente non sa che forma abbia, a cosa serva, persino che suono tiri fuori, ma se manca non può non accorgersene. Perché senza basso è tutto vuoto.&lt;br /&gt;Senza basso anche il miglior solo di chitarra non serve a niente, ed è inevitabile, è giusto che sia così. Perché è una nota di basso l'unica cosa che può dare senso a tutto. La nota, quella nota, che al momento giusto spalanca un universo di sogni al servizio di chiunque.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco perché noi bassisti siamo così pochi. Perché chiunque può passare tutta una vita a scorazzare su e giù per una pentatonica, come ogni buon chitarrista che si rispetti, ma ben pochi avranno il coraggio di prendere un basso, di accettare di fare solo quella nota in quel momento e poi niente più, silenziosi sacerdoti dell'armonia.&lt;br /&gt;Perché suonare il basso è innanzitutto un modo di essere, c'è poco da fare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andiamo avanti: Vertigo. Tante cose si chiamano così: un capolavoro di Hitchcock, un bel singolo degli U2, persino un'etichetta inglese di Rock Progressive.&lt;br /&gt;Ma prima di tutto Vertigo è una parola latina che significa, è evidente, "vertigine".&lt;br /&gt;Anche la vertigine è una mia affezionata compagna di vita: potrei affacciarmi in scioltezza da una balaustra sul tetto dell'Himalaya e guardare giù come se niente fosse, ma se mi chiedete di salire in piedi su uno sgabello alto 30 centimetri mi gira la testa.&lt;br /&gt;Perché è il vuoto intorno che mi terrorizza, non l'altezza.&lt;br /&gt;Eccola qui la vertigine: si fa viva quando meno te lo aspetti, quando non ci sono più appigli, non ci sono più appoggi, quando tutto e tutti se ne sono andati via, e rimane solo un insopportabile vuoto intorno. E allora bastano 30 centimetri per precipitare giù dal tetto del mondo, e sprofondare, sprofondare, senza mai arrivare...&lt;br /&gt;Ma forse basta abbassare un po' lo sguardo per vedere che il pavimento è ancora lì, niente si è mosso, in fondo è stato tutto una suggestione, un'illusione, un equivoco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo quasi finito. Proviamo a mettere insieme le due cose adesso:&lt;br /&gt;Bass + Vertigo = BassVertigo. Molto semplice.&lt;br /&gt;La Vertigine che trascina verso il Basso.&lt;br /&gt;Il suono del Basso, talmente bello che dà le Vertigini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedete, non mi sono sbagliato: il nome dice tutto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5783469892407439687-8707111943273817953?l=bassvertigo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bassvertigo.blogspot.com/feeds/8707111943273817953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5783469892407439687&amp;postID=8707111943273817953' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8707111943273817953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5783469892407439687/posts/default/8707111943273817953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassvertigo.blogspot.com/2007/05/il-nome-dice-tutto.html' title='Il nome dice tutto'/><author><name>Roberto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05855013765485510810</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/TQDKePQcECI/AAAAAAAAAQQ/5kxDfYDMjLM/s1600-R/6600_1219955136679_1162925542_30645592_8066032_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_UpAuO5f5WtY/RlnvAbLpPbI/AAAAAAAAAAU/HnFXSwEyBgE/s72-c/slap.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
